Risorgimento Socialista - sciopero scuola

UNO SCIOPERO CONTRO LA LEGGE 107 – PER LA DIFESA DEI DIRITTI NELLA SCUOLA PUBBLICA

Risorgimento Socialista - sciopero scuola

I compagni e le compagne, studenti e lavoratori, di Risorgimento Socialista – Scuola fanno proprie le ragioni dello sciopero generale della scuola indetto da un cartello di organizzazioni sindacali per il prossimo 17 marzo 2017 ed invitano i-le loro sostenitori/sostenitrici e simpatizzanti a farsi latori, tramite e parte attiva della relativa mobilitazione.

Da socialisti siamo, infatti, convinti che le scelte operate prima dal Governo Renzi e ora reiterate dal Governo Gentiloni siano in contrasto rispetto al dettato costituzionale in materia di istruzione e di diritti dei lavoratori: sono cambiate le titolari del ministero, forse anche gli stili nelle relazioni sindacali, non gli obiettivi strategici: attuare la legge 107-2015 anche nei suoi aspetti più controversi, come la chiamata diretta dei docenti.

A tal proposito restituiamo al mittente come irricevibile l’attacco mosso tanto alla categoria dei lavoratori della scuola nel loro complesso quanto alla componente critica studentesca e riteniamo necessaria la mobilitazione promossa da un cartello di organizzazioni sindacali, anche se auspichiamo una reale unitaria mobilitazione degli studenti, degli insegnanti e degli altri lavoratori della scuola organizzata intorno alla precisa richiesta di abrogazione degli aspetti nefasti della L.107-2015, secondo gli intenti che avevano animato la quadruplice raccolta di firme referendaria dello scorso anno. Il mancato raggiungimento del numero minimo di firme costituisce, per noi di RS, un motivo di ulteriore impegno.

PERCHÉ ADERIAMO:

1) ritiro deleghe attualmente in discussione in Parlamento – poiché esse sono il compimento della legge 107-2015;

2) mobilità con titolarità su scuola per tutti – NO ALLA CHIAMATA DIRETTA PER NESSUN DOCENTE;

3) ribadire la centralità della concreta dimensione didattica e delle relazioni pluridirezionali fra docenti e discenti – GLI STAKEHOLDER, spesso famiglie di notabili locali o portatori di interessi vernacoli e privati, RESTINO FUORI DALLE AULE;

4) destinazione del bonus chiamato “merito” e della carta docente sia al Fis che alla contrattazione nazionale, per un aumento che garantisca il recupero di parte del salario perso in questi anni di blocco dei rinnovi contrattuali;

5) assunzione dei precari con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti disponibili;

6) cancellare vincoli orari minimi per l’alternanza scuola/lavoro;

7) eliminazione dell’obbligatorietà dei quiz Invalsi come strumento per classificare scuole, docenti e studenti – lanciamo piuttosto una campagna DisInvalsiamoCi;

8) estensione dei diritti sindacali, fra cui quello di partecipare alle assemblee indette anche dai sindacati non firmatari del CCNL,

9) risoluzione dei problemi che affliggono i vari profili ATA: aumento degli organici e ricorso alle supplenze.

10) collegare le mobilitazioni dell’intero mondo della scuola (studenti e lavoratori) alle campagne referendarie e politiche contro il Jobs Act, con l’obiettivo di abrogare voucher e di ristabilire la responsabilità solidale negli appalti, mantenendo l’obiettivo del ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

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