di Alberto Benzoni

La scissione di Bersani e D'Alema non è socialista, e nemmeno utile

Una scissione che non serve a niente. Almeno per ora.

Non serve a quelli che, come il sottoscritto, ritengono assolutamente pregiudiziale ricostruire, nel nostro paese, una sinistra di opposizione sulla base della critica al “pensiero unico” e della responsabilità collettiva del Pd e dei suoi gruppi dirigenti nell’averne perseguito pedissequamente i dettami nell’arco di decenni.
E non serve perchè di questa autocritica non c’è praticamente traccia nelle prese di posizione dei principali esponenti del nuovo partito a partire dalla scelta del nome, appena appena più fascinoso di un paracarro riverniciato.
E anche perchè il primo effetto di questa scissione ancora finta è stato quello di determinare una scissione vera all’interno di quella sinistra di opposizione che si apprestava a nascere e prima ancora che nascesse. Un caso da manuale. Ma di psichiatria.


Ma non serve nemmeno a quelli, scissionisti compresi, che seguendo due improbabili pifferai come Prodi e Pisapia, vanno fantasticando di un “nuovo centro-sinistra“.

Furfaro e Smeriglio scelgono Pisapia: i socialisti la sinistra


E non serve perchè il cardine di questo sogno non potrà essere che il Pd, meno Alfano più Scotto. Ma allora perchè lasciarlo ?
E non serve, infine, alla causa del “tutti contro Renzi“( che, a quanto è dato di capire, sembra far premio su tutte le altre).
E non serve perchè i principali sostenitori di questa causa ( leggi gli scissionisti) hanno abbandonato il terreno del combattimento ( leggi il congresso del Pd) non ritenendosi evidentemente in gardo di vincerlo. Mentre subito dopo si sono messi a fare il tifo per Orlando, nella speranza che sia in grado di vincerlo, cacciando il Tiranno, così da consentirgli di rientrare.
E non serve, infine- e qui la colpa è più grave- a quelli che hanno votato no il 4 dicembre, e che da allora non hanno ricevuto altro che sputi in faccia. A partire da un governo fotocopia del precedente. E il cui unico scopo sembra essere quello di trascinarci alla scadenza normale ( ?!) della legislatura.
E non serve perchè si tratta di un governo che gli scissionisti si apprestano ( sempre in nome dell'”interesse nazionale” versione Napolitano) a sostenere con la fedeltà bovina dei votati al suicidio.


Non serve, almeno per ora. Perchè, se si è ottimisti, si può sempre sperare nella “dinamica delle scissioni“, suscettibili di dare a questa un senso che attualmente non ha. Mentre se si è diventati, dopo le prove subite, sadomasochisti, contare sulla vittoria del Puzzone di Rignano: che ci porterà a maggiori sofferenze diurne ma, almeno, ci libererà dagli incubi notturni di nuovi Ulivi.

  1. Quelli del NO sono abituati a prendere insulti nella cosiddetta seconda repubblica, per me repubblica FascioCattoComunista. Se il NO ha vinto, però, evidentemente il popolo non dimentica e siamo ancora in tempo ad aggregare quelli del NO sotto la bandiera del Risorgimento Socialista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>