di Giuseppe Angiuli

Responsabile Esteri, Risorgimento Socialista

Risorgimento Socialista condanna i bombardamenti dell’esercito ucraino sulla popolazione del Donbass e fa appello alla cessazione immediata delle ostilità

Il movimento politico Risorgimento Socialista, nella persona del suo Responsabile Esteri Giuseppe Angiuli, esprime il suo sdegno e la sua condanna per la recente decisione del Governo ucraino e dell’esercito regolare di Kiev di riprendere i suoi attacchi militari contro il territorio e contro la popolazione civile delle regioni orientali russofone del Paese, identificabili come area del Donbass.

In particolare, va stigmatizzata l’escalation delle operazioni militari condotte contro la città di Donetsk, il cui centro abitato è stato investito negli ultimi giorni da una pesante offensiva per mezzo dell’artiglieria dell’esercito di Kiev.

Fin dall’ affermazione della rivolta di piazza passata alla storia come Euromaidan nel febbraio 2014, da cui è scaturito un cruento colpo di Stato ai danni del precedente legittimo governo guidato dal leader del Partito delle Regioni Viktor Janukovyč, l’Ucraina è stata deliberatamente condotta verso un inaccettabile stato di guerra civile e di tensione permanente con la Russia, il tutto per responsabilità di una nuova compagine governativa di segno ultranazionalista e in cui si segnalano per il loro pericoloso estremismo delle componenti politiche di espressa ispirazione para-nazista e banderista, quali le formazioni di estrema destra Pravi Sektor e Svoboda.

Purtroppo, fin dal suo insediamento, il governo golpista di Kiev ha sempre potuto godere dell’irresponsabile sostegno politico fornitogli dalle istituzioni dell’Unione Europea e dall’ Amministrazione statunitense uscente guidata da Obama nonché dell’appoggio indefesso offertogli dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Con la recente cruenta ripresa degli attacchi ai danni della popolazione civile del Donbass, che già stanno cagionando molte vittime inermi, soprattutto nell’area di Donetsk, l’attuale governo di Kiev guidato dal Presidente Poroshenko appare manifestamente puntare a fare fallire il protocollo di Minsk (siglato a settembre 2014 sotto l’egida dell’OSCE) e prova maldestramente a incunearsi nelle relazioni tra la nuova amministrazione Trump e il governo Putin, con l’evidente tentativo di mantenere ad ogni costo alta la tensione tra Mosca e Washington.

Risorgimento Socialista auspica con forza un rapido intervento mediatore delle principali istituzioni internazionali affinché il governo Poroshenko sospenda il prima possibile i proditori bombardamenti sui territori delle neo-proclamate Repubbliche Popolari di Donetsk (DNR) e di Lugansk (LNR) e perché si avvi al più presto una soluzione definitiva al conflitto ucraino all’ interno di un percorso di negoziazione diplomatica, sul solco degli accordi di Minsk.

Al contempo, Risorgimento Socialista invita il Governo italiano e, in particolare, il suo Ministro degli Esteri Angelino Alfano a cessare nella sua azione di sostegno acritico finora fornito alla condotta irresponsabile e bellicista del governo di Kiev ed a lavorare da oggi in poi per lo stabilimento di un nuovo clima di generale rasserenamento delle relazioni internazionali tra Mosca e Washington, in un inedito quadro di maggiore rispetto per le rispettive aree geopolitiche di influenza.

(Giuseppe Angiuli è stato responsabile Esteri Risorgimento Socialista fino alla fine del 2017)

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