Con Beppe Sarno Risorgimento Socialista contro l'Italicum

E’ una vittoria dei Socialisti, e anche di Risorgimento Socialista, quella della sentenza della Corte Costituzionale che ha smontato l’Italicum.

Questa è anche una vittoria di Risorgimento Socialista perchè io ne faccio parte orgogliosamente“: non nasconde la sua gioia Beppe Sarno, legale avellinese e militante del nostro movimento, che ha partecipato al team di avvocati coordinato da Felice Besostri.

Unico legale campano del team, Sarno ha parlato di “una grandissima vittoria“, in difesa della democrazia: dopo la distruzione del Porcellum, la perseversanza dei Socialisti ha abbattuto un altro tassello del sistema politico autoritario edificato dalle classi dirigenti al tramonto della Seconda Repubblica.

Con Beppe Sarno Risorgimento Socialista contro l'Italicum

Ma la battaglia non finisce qui: parlando della sentenza, il nostro responsabile scuola Gaetano Colantuono ha sottolineato come con l’eliminazione del ballottaggio, il premio diventi di difficile conseguimento grazie alla soglia del 40%. Alla Camera una iniziativa unitaria della Sinistra diventa ancora più decisiva per impedire a Partito Democratico e 5 Stelle di arrivare a quella fatidica soglia.

Il nuovo fronte di lotta deve ora riguardare i capilista bloccati e le soglie di sbarramento del Senato, uscite dal primo “Consultellum“.

E’ possibile condannare in blocco le preferenze singole, adducendo il timore di distorsioni illecite o addirittura criminali? Le liste bloccate hanno veramente impedito analoghi fenomeni anche al Centro-Nord, sia a destra sia nelle file del Partito Democratico?

Il tema dei capilista bloccati interroga anche le modalità di selezione della classe dirigente: se le ultime consultazioni online sperimentate dai 5 Stelle non hanno portato a certezze, ma solo a ulteriori dubbi, sulla validità del meccanismo, anche a sinistra le esperienze più recenti come quelle della lista Tsipras non sono condivisibili.

Una battaglia id merito e di metodo che la sinistra popolare estranea al Partito Democratico deve combattere è anche quella della soglia del senato, un 8% da considerare oligarchico e escludente circa il 30% dell’elettorato, alla faccia della rappresentanza.
In buona sostanza, il pluribocciato Renzi utilizza le sue sconfitte per aggredire con più forza i suoi reali avversari: la sinistra interna e la sinistra esterna. Con buona pace delle liste civetta di sinistra come quella di Pisapia che evidentemente fa parte di un percorso teso ad escludere la sinistra anche dalla Camera.

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