il martire socialista Giacomo Matteotti

di Giuseppe Angiuli e Carlo Felici

il martire socialista Giacomo Matteotti

RISORGIMENTO SOCIALISTA condanna il danneggiamento della lapide commemorativa del martire Giacomo Matteotti sul lungotevere Flaminio a Roma

Sono passati più di 90 anni dall’infame attentato a Giacomo Matteotti e dal suo codardo assassinio.
Eppure il martire socialista della democrazia e della libertà, che strenuamente si oppose al nascente regime fascista, denunciandone non solo la violenza brutale e le sue infami strategie liberticide ma anche la sua spregiudicatezza nel compromettersi con i peggiori corrotti dell’epoca, per finanziarsi, fa ancora paura.

Non c’è altro motivo se non il fatto che Matteotti possa ancora validamente rappresentare un punto di riferimento fondamentale per un’Italia ancora preda di mafie e corruttele e per una capitale tristemente associata alla mafia, a determinare un atto ignobile come quello di avere deturpato il monumento e le lapidi dedicate al martire socialista, oggetto ogni anno di pellegrinaggi laici da parte non solo di tutti i socialisti, ma anche delle scuole e di tutti coloro che amano la libertà e la democrazia e la vogliono onesta e pulita.

Matteotti aveva una cultura politica ben precisa, era un uomo di pace, del rispetto delle istituzioni democratiche, onesto, rigoroso e inflessibile nella sua determinazione a voler portare fino in fondo la sua missione politica.
Era l’esatto contrario di un regime che si affermò nella violenza e nella corruzione e l’esatto contrario di tutti coloro che, ancora oggi, pretendono di far politica in maniera movimentista, senza avere del vero politico quella stoffa che lo porta ad una conoscenza dei meccanismi delle istituzioni democratiche, ad una precisa scelta di campo e ad essere inflessibile di fronte ad ogni sorta di trasformismo.

Il suo monumento era ed è tuttora (perché siamo convinti che verrà in tempi assai rapidi restaurato) una bussola, un’antenna e un riferimento puntato verso i migliori valori civili, politici e morali che una società può esprimere.

Un emblema all’irriducibilità del coraggio con cui si può mettere in gioco tutto, anche la vita, pur di testimoniare la propria missione di giustizia e di libertà.

E’ dovere di tutti noi proseguire la sua missione.

E’ dovere di tutti noi esprimere la più ferma condanna verso l’ignobile teppaglia che ha messo in atto questo infame atto vandalico e che, dopo quasi 100 anni, non si rassegna ancora rabbiosamente, dopo avere ucciso solo un corpo umano, a non potere uccidere l’Idea che esso ha generato e che resterà nei secoli immortale.

W Matteotti! W Il Socialismo!

 

a Roma distrutta da ignoti fascisti la lapide di Matteotti

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