i socialisti votano NO al referendum costituzionale

comitati del No, partito della Costituzione e ruolo dei socialisti

Dopo la vittoria del NO al referendum costituzionale, e la caduta del governo Renzi, si discute a Sinistra su come valorizzare il patrimonio di mobilitazione assicurato dalla battaglia referendaria.

In quest’ottica, gli oltre 750 comitati del NO, partecipati anche da organizzazioni sociali come CGIL, ARCI, ANPI, Libera, e dagli attivisti del Movimento 5 Stelle, possono essere uno degli strumenti attorno a cui riorganizzare la Sinistra politica in Italia?

Di questo sono convinti i promotori dell’evento Ricominciamo dal NO(i)riunitisi a Roma lo scorso 11 Dicembre: all’incontro, promosso in particolare dall’Altra Europa con Tsipras, hanno preso parte anche esponenti di Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

Nel corso del dibattito, è stata avanzata l’idea di partire dai Comitati del NO per costruire un “Partito della Costituzione”, che possa unire forze politiche e semplici cittadini in una alternativa al PD e al tentativo di Renzi di vincere, se non il referendum, almeno le elezioni politiche, grazie al suo 41%.

C’è poi da tenere in conto l’opinione del Comitato “ufficiale” per il NO al referendum Costituzionale, nato dall’iniziativa dei Costituzionalisti per il No e che include due autorevoli personalità socialiste come Anna Falcone e Felice Besostri, esponente di Risorgimento Socialista.

Il Comitato, per bocca del suo portavoce Alfiero Grandi, ha dichiarato di voler continuare a vigilare sulla difesa della Carta Costituzionale, e si è impegnato a presentare al più presto una proposta di legge elettorale pienamente costituzionale.

Anna Falcone e Felice Besostri socialisti del Comitato per il NO

 

Bisogna però stare attenti ai tentativi di utilizzare la vittoria del No e le dimissioni di Renzi come il momento “rifondativo” di un nuovo Ulivo : è questa infatti la tesi sia di chi come Pisapia e Zedda ha sostenuto il Sì e ora facendo finta di niente vorrebbe “unire la sinistra“, sia di quell’ala di SEL che non è convinta della necessità di costruire un “quarto polo” contro il PD.

Non a caso all’assemblea promossa da esponenti come Arturo Scotto, Massimiliano Smeriglio, Marco Furfaro, Ciccio Ferrara, che propongono apertamente l’alleanza con un PD non renziano e con la sinistra PD orientata sul NO, erano presenti anche Roberto Speranza e Stefano Scharwz, il coordinatore dei comitati per il No sostenuti da Massimo D’Alema. All’incontro ha mandato un suo messaggio anche lo stesso Pisapia, a conferma di una sintonia in via di costruzione.

Stefano Scharz coordinatore dei comitati di D'Alema per il NO

Come Socialisti, siamo convinti che il NO abbia ragioni ben più profonde e complesse dell’avversione a Renzi: come anticipato dal nostro coordinatore Franco Bartolomei, un voto referendario per il cui esito sono stati determinanti anche la Lega e i 5 Stelle non può essere scambiato come una cambiale per rifare il centrosinistra.

Tanto più che quello stesso centrosinistra è stato a suo tempo responsabile delle leggi, come la Treu, la Fornero, la modifica dell’art. 81, i voucher, il Jobs Act, che hanno spinto tanti giovani lavoratori e lavoratrici a dire NO.

L’opinione di Franco Bartolomei:

“Partito della Costituzione? Ma che sia di tutta la Costituzione, anche dei diritti sociali e della sovranità nazionale”

“Una piccola riflessione sul cosiddetto “Partito della Costituzione“, che molti sembrano auspicare: la tutela della Cosituzione non può essere essenziale solo per ciò che attiene gli aspetti istituzionali del governo, ma deve riguardare complessivamente i rapporti sociali e produttivi, il sistema delle garanzie sociali e degli strumenti di riequilibrio strutturale, gli strumenti per le politiche economiche ,e tutti gli aspetti che riguardano la sovranità sostanziale del paese, che costituisce il fondamento.base dei diritti sociali.della prima parte della nostra Carta Costituzionale.
Per questo una forza che si proponesse di tutelare la Costituzione.dovrebbe naturalmente contrapporsi a tutto il sistema politico esistente, e divenire una forza di contestazione di tutto il percorso storico-politico della Seconda Repubblica .
Se così non fosse si rischierebbe di dare una copertura utile solo a riciclare una classe politica sconfitta ed in cerca di ruoli di sopravvivenza o di rivincite tardive.
La discussione tra noi è aperta”

 

  1. Resto del parere che Risorgimento Socialista dovrebbe cercare di raccogliere tutti i Socialisti che hanno votato NO al Referendum Costituzionale e restare alla sinistra del pd. Gli accordi con i vari Fassina ecc.ecc. si fanno presentando le nostre opinioni e la nostra storia e arrivare ad un compromesso onorevole per tutti. E se pensano che i socialisti si faranno comandare da questi incapaci hanno proprio sbagliato. Se avverrà questo il giorno delle elezioni che probabilmente si terranno o a giugno o a settembre andrò al mare a mangiare il pesce.

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