scuola-no

17 settembre 2016

POLITIQUE D’ABORD – L’ENTENDENCE NE SUIVRA PAS, ELLE SERA BIEN ENSEMBLE

A fronte delle notevoli difficoltà del governo e della sua maggioranza, legate anche alle conclamate incompetenze (il ruolo di Padoan meriterebbe 1 approfondimento), il principale ostacolo ad 1 reale e praticabile alternativa di governo non sta tanto nel sostegno (interessato e temporaneo, ne convengo) che la banda dei toscani riceve dai cosiddetti poteri forti nazionali, comunitari, atlantici e finanziari (cfr. il ricatto dello spread e ciò che comporterebbe) ma anche dalla persistente inadeguatezza di coloro che nelle intenzioni si presentano a rappresentare 1’alternativa.
Si apre 1 potenziale vuoto politico-amministrativo e socio-economico che proprio il successo del NO al prossimo referendum costituzionale limiterebbe di portata.
Conservare la vigente Costituzione con i suoi contrappesi è garanzia che non si cadrà in 1 situazione senza ritorno – come delineato più volte dal ns Besostri anche in relazione al combinato disposto con la legge elettorale.
è 1 sorta di situazione diciannovistica che in molti fra i veri potenti italici vorrebbero chiudere a destra, ancora a destra. Che a realizzarlo siano in molti venuti dal PCI è 1’altra ironia della storia da cui purtroppo non vogliamo accettare lezioni.

18 settembre 2016

SONO I NO, APPUNTO

sono i no che ci fanno crescere, maturare, imparare, mantenere la dignità – ultima speranza anche per chi è sconfitto.
sono i no che assumono il valore di tanti sì impliciti.
sono i no che abbiamo detto e agito a costruire la nostra personalità.

26 settembre 2016

70 GIORNI PER LA STORIA

Si voterà, come saprete, il 4 dicembre: abbiamo 70 giorni ancora per capire se le parole socialismo e alternativa sopravvivranno in Italia oppure saranno residui novecenteschi, buoni da studiare solo in musei e antologie. Ognuno-a faccia la sua parte.

I GOVERNI PASSANO

Francamente non riesco a concepire la mia vita, così com’è, nel caso (scellerato) di 1 vittoria del sì al referendum. Le mie lotte contro la “buona scuola” clientelar-feudale, i miei studi storici (apprezzati anche in ambienti cattolici e all’estero, ostracizzati in sede locale), il mio quotidiano impegno didattico (sottopagato ma in parte appagante nel mio istituto), i progetti politici e culturali hanno senso solo se la ns Costituzione repubblicana se la caverà. I governi passano, le costituzioni restano.
#iovotono

2 ottobre 2016

COMBINATO DISPOSTO PLURIMO

#iovotono
La vera riforma costituzionale è il combinato disposto (plurimo aggravato). Revisione neo-oligarchica della Costituzione, nuova legge elettorale che comprime e snatura la rappresentanza, tare storiche del popolo italiano.

7 ottobre 2016

MEDEN AGAN (“NIENTE TROPPO”)

LA “BUONA SCUOLA” HA INCULCATO NELLE MENTI DI MOLTI DOCENTI CHE INSEGNARE NON SIA ABBASTANZA, ANZI, SIA POCO, E CHE SIA DOVEROSO FARE ALTRO, A SCUOLA.
IO DICO CHE UN INSEGNANTE DEBBA INSEGNARE, E CHE QUESTO SIA MOLTO.

Citazione di una collega da ProfessioneInsegnante.it

9 ottobre 2016

TRE VOLTE ASSASSINA

Scrive 1 mio contatto e condivido con qualche glossa.
La Sinistra di governo (neoliberista o pseudo antiliberista, tipo il ministro Orlando, l’ex ministro Damiano, il futuro ministro Rossi) oggi è tre volte assassina.
È parricida (verso la sua storia), è suicida (verso sé stessa), è infanticida (verso il suo futuro). E per tali crimini, c’è solo l’inferno.
Mi pongo il problema per chi l’Inferno: per loro e le loro cricche oppure per noi?
#iovotono
#risorgimentosocialista

9 ottobre 2016

CAMBIO DI REGIME

Vorrei capire 1 cosa.
L’Italia potrebbe cambiare regime istituzionale?
Le elezioni, se vince la banda dei malviventi toscani, serviranno a eleggere 1 Parlamento (principio della rappresentanza del corpo elettorale) o 1 governo (principio della gestione manageriale a prescindere dalle reali indicazioni del corpo elettorale)?
Nel dubbio #iovotono

11 ottobre 2016

RIFORME EPOCALI? NO, GRAZIE.
NOI DOCENTI ABBIAMO GIà DATO.

Vorrei ricordare e esprimere loro massima solidarietà a tutti i precari della scuola (docenti, ata tecnici etccc) che quest’anno scolastico. siamo gia a ottobre, magari dopo decenni di lavoro malpagato, hanno perso il posto di lavoro. Nessun contratto temporaneo di supplenza breve o annuale. Ricordo al governo italiano e alla ministra che non si campa di aria: mutuo casa, bollette luce gas telefono bolli e assicurazioni auto benzina e manutenzione. lasciare a casa un precario anche dopo 25 anni di servizio a tappare i buchi non è giusto. (scritto da 1 collega di ruolo)
#iovotono
#iovotonosocialista
#4dicembregiornodellariscossa

12 ottobre 2016

LA RABBIA EPISTEMOLOGICA

#iovotono
La rabbia, a differenza del rancore o dell’ira cieca, può essere 1 valido strumento gnoseologico. Ti fa vedere meglio certe cose che in 1 situazione serena non avresti colto.
Questo referendum, in quanto confermativo delle deliberazioni della maggioranza, rappresenta per noi già 1 motivo di sofferenza. Dobbiamo consacrare (il termine è ben scelto, ndr) parte del ns tempo a controbattere i ns avversari su 1 terreno a loro congeniale: il discorso binario semplificato. Sì o no. Se loro fossero un trattino più sapienti, potrebbero sfondare. Per loro somma sfortuna, non lo sono.
Nel condurre questa campagna referendaria – su 1 quesito di per sé eloquente del senso delle istituzioni che loro hanno – stiamo consumando tempo prezioso che avremmo potuto impiegare per altro. Ad es., i corridoi umanitari nel Mediterraneo, la crisi sociale in Grecia, gli effetti nefasti di altre recenti riforme di questo governo. No, non si può. Se non tutto, molto è rinviato. E noi in attesa.
Ci stanno dettando l’agenda – è questa la sconfitta peggiore in politica. Se poi gli diamo ancora il vantaggio di una ns insufficienza organizzativa…
Non mi rassegno all’idea che persone di dichiarata immaturità politica possano riuscire ancora per molto a dettarmi tempi, modi e temi politici.

17 ottobre 2016

PETER BROWN WITH US (& OCCUPY WALL STREET)

#iovotono
#iovotonosocialista
#risorgimentosocialista

<La storia dell’impero romano è la storia del modo in cui il 10% della popolazione, che viveva nelle città e ha lasciato una grande impronta sul corso della civiltà europea, si nutriva alle spalle del rimanente 90% che lavorava per loro>.

21 ottobre 2016

FORZOSO E FORZATO

Non so voi, ma questa campagna referendaria quasi eterna – legata al bipolarismo forzoso e forzato di questa maledetta II repubblica ed altri fattori (leaderismo mediatico etc.) – eppure continuamente falsata, fra chi dispone potere mediatico ed economico – col suo correlato di clientele e voti di scambio (anche nella borghesia, s’intende) – e chi no (o ne fa 1 uso indebito) mi sta creando profonde perplessità. Non è la prima volta, tanto più per chi ha vissuto Genova. Bartebly lo scrivano mi diede la parola giusta.
Chiamarlo regime, no, fa brutto e rozzo: ma quanto ci siamo vicini e quanto a maggior ragione ci avvicineremo se vincono loro.
#iprefernoto
#iovotono
#iovotonosocialista
#risorgimentosocialista
#4dicembregiornodellariscossa

22 ottobre 2016

DISAGGREGAR (SENZA TRASUMANAR…)
Provo a disaggregare i dati demoscopici che emergono per il prossimo referendum.
Livello sociale e politico-culturale.
Sinistra, giovani, studenti, disoccupati e lavoratori, a maggioranza votano NO.
Centro-Destra (moderati), pensionati e casalinghe, propendono per il SI, nonostante il loro vecchio leader e il loro ex-partito (in quasi tutte le sue fronte) si siano espressi per il NO.
Livello geografico.
Pare che al Sud prevalga il NO, nonostante i pidioti controllino gran parte delle regioni (ma cfr. ruolo antagonista dei presidenti di Campania e Puglia e il silenzio di Crocetta per la Sicilia). Qui c’è però da temere il rilievo del voto di scambio che toccherà fasce disagiate e borghesia acritica, entrambe in cerca di prebende e promesse.
Pare però che, lasciando il peso relativamente ancora alto dei pidioti al Centro (ma cfr. dati reali delle ultime elezioni in Toscana e Emilia-Romagna), al Nord il sì possa prevalere di poco, tranne che nei grandi centri, nonostante la presenza dei fascioleghisti.
Se questi dati tendenziali venissero confermati, si aprirebbero scenari interessanti (SE ovviamente il NO prevalesse, riaprendo i giochi della rappresentanza politica): infatti, quale rappresentanza dare a territori e classi sociali ormai in fuga – si pensi ai docenti – dal cosmo pidiota? Come raggiungerli, visto che il problema non è solo comunicativo ma di concrete soluzioni a istanze e bisogni?
In ultimo: ci giochiamo – FORSE L’ULTIMA VOLTA NELLA STORIA ITALIANA – l’occasione (Kairòs, in greco) socialista o è solo 1’illusione disperata?

#iovotonosocialista
#risorgimentosocialista
#4dicembregiornodellariscossa

25 ottobre 2016

FRAMMENTO DI LETTERA AI DOCENTI ANCORA INCERTI

Nonostante il mio impegno militante, quasi totalizzante, per la vittoria del NO al prossimo referendum. Nonostante le molteplici ragioni del mio e altrui rifiuto della revisione-eversione della ns Costituzione e dell’impianto parlamentare che la sorregge. Nonostante il fatto che in larga parte i docenti voteranno NO, mi sforzo di comprendere perché mai tanti e tante fra i colleghi insegnanti non siano ancora decisi in massa non solo a votare l’unica risposta ragionevole al quesito ingannevole che si parerà loro difronte il 4 dicembre ma anche a mobilitarsi in tal senso: loro, le loro famiglie e reti sociali.
Sì, anni di mortificazioni salariali e soprattutto socio-culturali: 1 vera e propria vandea anti-intellettualistica e post-scolastica pare essersi abbattuta sulla scuola italiana. Sì, anni di sacrifici, magari conditi da ingiustizie, vessazioni e qualcosa che rasenta il mobbing da parte di certi ministri, dirigenti e ancor più spesso di colleghi più potenti. E poi quel senso di frustrazione perché dopo i tagli della Gelmini sono arrivati dei “salvatori” che hanno peggiorato la ns condizione con la legge 107, la “scuola alla buona”.
Capisco: molti fattori concorrono alla disillusione politica prossima all’indifferenza.
Eppure stavolta non c’è solo da difendere 1 contratto, 1 posto di lavoro, 1 dignità – obiettivi legittimi e giusti in sé – ma c’è qualcosa di più grande: le regole comuni della ns democrazia parlamentare, la possibilità di alternative, finanche l’esigenza di avere qualcuno in Parlamento che ci rappresenti. Altrimenti quel poco che abbiamo sarà travolto.
In questi mesi si parla di rinnovo contrattuale, mentre non ci sarà data neppure l’occasione di svolgere i referendum abrogativi per colpa di poche migliaia di firme mal raccolte e i ricorsi giacciono ancora senza udienze fissate. Quale speranza per 1 prossimi contratto che migliori la parte economica (dopo circa 8 anni) e che non veda peggiorare la parte economica (contrattualizzando le cose peggiori della legge 107)?
Nel mondo della scuola ormai si litiga fra docenti per premio, mobilità e chiamate dirette, ripartizione degli organici, aumento degli oneri burocratici e incombenze pseudoformative. Ne so qualcosa, ne sappiamo tutti e tutte qualcosa.
Quale strumento e quale speranza allora se un NO che riapra i giochi della rappresentanza politica e sociale, salvaguardando le regole del gioco che abbiamo vissuto finora fra alti e bassi?
Un NO che sia anche alla propria dequalificazione a burocrate, alla miseria di 1 serie di contentini (bonus, premi, cooptazione in staff), all’incomprensione sociale di 1 ruolo insostituibile.
Non avrai altre occasioni utili come questa.
Vota NO per dire Sì ai tuoi progetti di vita migliore.

Pubblicato anche sull’e-giornale
http://ilsudest.it/politica-menu/86-politica/7410-frammento-di-lettera-ai-docenti-ancora-incerti.html

29 ottobre 2016

ITALIA 1977-1993

C’è 1 poesia di Fortini – 1 dei nostri – che vale molto più di 1 epitaffio sul destino di tanta parte dell’intellighenzia comunistoide e sinistrorsa capace di disinvolte piroette dialettiche e etico-politiche. Tipo Mario Tronti o gli epigoni della ecole barisienne. La sua prima parte mi è tornata più volte in mente in queste settimane di trepidazione.

Italia 1977-1993

Hanno portato le tempie
al colpo di martello
la vena all‘ago
la mente al niente.
Per le nostre vie
ancora rispondevano
a pugno su gli elmetti.
O imparavano nelle cantine
come il polso può resistere
allo scatto
dello sparo.
Compagni.
Non andate così.

PS: leggetela nella sua forma completa, drammatica alquanto, con 1 commento essenziale da parte del Lenzini presso
http://www.lietocolle.com/…/wp-…/uploads/2014/11/Fortini.pdf

#iovotono
#iovotonosocialista
#4dicembregiornodellariscossa

31 ottobre 2016

QUALE IL MERITO DEL REFERENDUM PER LA SINISTRA – LA STASIS NECESSARIA

Questo referendum ha 1 merito: divide la cosiddetta sinistra, si spera 1 volta per tutte. La divisione non è solo sulla discriminante della triade neoliberismo-guerre-razzismo ma è sulla difesa-attuazione della Costituzione antifascista del ’48 oppure il suo superamento con modifica di regime (dalla centralità del Parlamento a governo dell’esecutivo).
Pare che questa divisione non investa solo la banda pdiota ma anche – guarda caso! – l’ircocervo di Sel (cfr. dati da http://www.termometropolitico.it/1234156_sondaggi-referendu…).
Non si tratta allora di dividersi solo dal social-liberismo europeo (in cui anche il partito pdiota sguazza) ma anche gestire 1 conflittualità ormai non più solo latente ma evidente.
Nella sua cinica rozzezza, Renzi ci offre l’occasione – in 1 solo colpo di azzoppare il suo governo, di liberarci dal giogo della “sinistra” che al governo fa politiche di destra, di sprigionare energie nei territori che non troveranno più l’ostacolo di accordi con le forze moderate e antipopolari sotto l’alibi dell’antiberlusconismo (e neppure dell’antigrillismo).
Va da sé che il problema è che 1) DEVE VINCERE IL NO;
2) OCCORRE DARSI 1 ORGANIZZAZIONE E 1 FORMAZIONE ADEGUATA ALLE SFIDE.
#iovotono
#risorgimentosocialista

3 novembre 2016

NON AVRANNO I VOTI DEGLI INSEGNANTI – SE NE FACCIANO UNA RAGIONE
Ce la stanno provando tutta pur di “comprare” il voto dei docenti: non erano bastati il bonus di 80 euri, poi le 500 euro annue per acquistare materiali, poi il premio per i “più meritevoli”.
No, parrebbe che per il rinnovo del contratto (scaduto da 7 anni) dagli spiccioli iniziali si sia passati ad 1 cifra media fra 40 e 50 euri mensili. Meno di 1 terzo del maltolto per il mancato adeguamento salariale in questi anni.
E poi le pressioni della BCE sul contenimento degli stipendi degli statali (saranno loro i problemi economici degli stati mediterranei? peccato che in qualsiasi lander tedesco prendano cifre superiori del 300-500% rispetto ai colleghi italiani, portoghesi o greci).
E infine: se ci daranno questi 45 euri in più (ma legati a quali criteri di ripartizione? anche la retorica del merito o il comuto rozzo delle assenze (cfr. provvedimenti di chiara marca di genere)? etc.) ma ci peggioreranno la parte giuridica del contratto (tipo la contrattualizzazione della chiamata diretta), sai dove ce li mettiamo quelle decine di euri in più?
#iovotono
#iovotonodocente

Sitografia:
http://www.risorgimentosocialista.it/…/risorgimento-social…/
http://www.orizzontescuola.it/contratto-aumenti-di-50-euro…/

4 novembre 2016

Scrive R. D. (collettivo Scirocco – Bari)

Perché votare “No”?
Per impedire la costituzionalizzazione della Crisi neoliberista: il definitivo annichilimento della democrazia rappresentativa, l’accentramento dei poteri nell’esecutivo e la gestione estrattiva dei beni comuni nei territori.
–> Io voto “No”!

5 novembre 2016

STARE AL MERITO? NO, AI CONTESTI

#iovotono
#risorgimentosocialista

1. L’insistenza con cui lo stesso Renzi sgrida gli oppositori della “sua” revisione costituzionale di “stare al merito” è eloquente. Non è il merito l’oggetto della “sua” revisione costituzionale. Sono le dimensioni politico-culturali e socio-economiche che la sorreggono ad essere oggetto delle continue forzature parlamentari da circa 18 mesi a questa parte e dell’imminente consultazione referendaria.
2. Non esiste un “combinato disposto” dicono i sostenitori della revisione sulla base di una lettura solo formale, se non formalistica dei quesiti – accorpati, come noto, nella stessa unica scheda che voteremo. E stavolta hanno ragione. I combinati disposti sono più di uno. Non solo revisione costituzionale più Italikum. Ma anche queste due più allargamento della forbice sociale in Italia, più la mancata rappresentanza dei ceti popolari e del mondo del lavoro dipendente e di chi il lavoro lo cerca, più desindacalizzazione di quello stesso mondo, più affermazione di una visione atomica e anomica del lavoratore (lasciato solo nella stessa regolazione contrattuale col datore di lavoro) più più più. L’elenco potrebbe continuare ma i lettori di studiosi nient’affatto estremisti (Ruffolo, Gallino, Stiglitz, Piketty e altri fino alla campagna Sbilanciamoci) sono già ben edotti a proposito.
3. In una società già di per sé sfilacciata e atomizzata, tu vai a cambiare le regole fondamentali – la Costituzione – togliendo non già una camera legislativa ma la possibilità di scelta diretta di quella, contribuendo ad una crescita ulteriore dell’entropia.
4. Se la disuguaglianza in un ottica multidimensionale non è solo una questione di portafogli ma una rete di rapporti sociali che riguarda non solo opportunità teoriche ma anche le capacità di partecipare pienamente alla vita socio-economica e culturale di una società (cfr. profetica sintesi di Lelio Basso nell’art. 3 comma 2 della Costituzione) – come non dire che questa revisione vada a rafforzare la tendenza già in atto a costituzionalizzare le diseguaglianze, mediante un superamento delle elevate mediazioni kelseniane del secondo dopoguerra europeo?
5. è inutile proseguire, occorre impegnarsi affinché il NO vinca. Il dopo, l’entendance – nennianamente – seguirà.

10 novembre 2016

DIETRO I PARAVENTI

Nella rielaborazione del lutto bipartisan (borghesia progressista e settori della grande finanza), Alesina e Giavazzi, vecchie volpi neoliberiste, hanno oggi dato prova di onestà intellettuale.
A proposito del temuto protezionismo dell’eletto presidente degli States, essi scrivono che contro questa scelta “l’establishment repubblicano tradizionale, di tendenza liberista, deve assolutamente alzare la voce” (Corriere, p. 15).
Essi dichiarano dunque quali, in fondo in fondo, sono nel loro orizzonte politico-culturale, i loro referenti e i loro obiettivi.
La destra al contempo elitaria e liberista.
Alla faccia di chi, del tutto ipocritamente, ha scritto 1 pamphlet comico sin dal titolo “Il liberismo è di sinistra”.
Lo ribadiamo: la lotta al neoliberismo è sinistra, il resto (centralità dei diritti civili su quelli sociali) è materia complessa da valutare caso per caso.
#iovotono

10 novembre 2016

NON CE LA FANNO – LA SCUOLA è UN TEMA TROPPO COMPLESSO PER LORO

L’emendamento nella legge di Bilancio, peraltro targato pd, che concederebbe altri 6 mesi per l’attuazione della delega prevista dalla 107 sul riordino delle disposizioni normative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione (materia alquanto delicata che non andrebbe affrontata come delega, ne converrete), va letto in vari modi.
1) Non ce la fanno, non ci sono i tempi né la capacità per 1 serio lavoro di verifica con le parti sociali e con i lavoratori rispetto ad obiettivi di semplificazione e di qualità.
2) Il contesto del referendum, il cui esito è per questo governo decisivo, non consente le forzature che loro vorrebbero sicuramente creare anche in quel settore: conosciamo il loro modo di procedere. Finto dialogo, poi decisioni autoreferenziali e eterodirette.
3) Se vince il NO, abbiamo delle chance che alcune delle deleghe della legge 107 non vengano affrontare, lasciando così inespresse del tutto alcune delle peggiori parti di quella legge per noi, docenti e studenti, che la stiamo subendo.
#iovotono

Da Orizzontescuola.it
Sei mesi di tempo in più al governo per attuare la delega, prevista dalla legge sulla Buona scuola, sul riordino delle disposizioni normative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione.
È questa la richiesta contenuta in un emendamento Pd, a prima firma Maria Grazia Rocchi, approvato in commissione Cultura alla legge di Bilancio insieme al parere, che verrà trasmesso in V commissione.
Attualmente la normativa prevede l’attuazione di questa delega entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge.

13 novembre 2016

BONUS 500 EURO AGLI INSEGNANTI: UN ALTRO ESEMPIO DI TEMPISMO PERFETTO OSSIA CINISMO ISTITUZIONALE

Il bonus 500 euro agli insegnanti per materiali didattici è destinato a diventare nuova pietra di scandalo.
1. Sarà su card on line e sicuramente non si potranno fare molti acquisti liberamente per via del meccanismo contorto che lo contraddistingue.
2. Doveva essere erogato a settembre ma avrebbe creato problemi enormi e delusioni a 750mila insegnanti a ridosso del voto, tanto più che non pochi dovranno restituire quanto non speso nel precedente anno.
Ma la questione più, come dire, ignobile è la data di erogazione.
Indovinato! Il 30 novembre. Appena in tempo per accontentare qualcuno entro il 4 dicembre ma senza che ci sia il tempo in 4 giorni per scontentare chi ne rimarrà deluso.
Non bastavano la mancata par condicio televisiva, le attività illegali presso gli italiani all’estero e le tante promesse per molte categorie. Siete peggiori, più cinici e più spregiudicati degli squali della cd. prima repubblica.
Tanto noi insegnanti italiani abbiamo imparato a conoscervi e votiamo NO lo stesso!

Dichiarazione di Risorgimento socialista – settore Scuola

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