dimmidino-1946Franco Bartolomei
La modifica della nostra Costituzione ,che rende l’esecutivo pressoche’ estraneo all’esercizio di una significativa funzione di controllo parlamentare, consentendogli di saltare a pie’ pari possibili intralci regolamentari, e di intervenire a discrezione sulle competenze regionali , trova il suo senso compiuto nella contemporanea adozione di una riforma elettorale gravemente incostituzionale.
Una riforma finalizzata a cristallizzare ad ogni costo una maggioranza di deputati obbedienti stretta attorno ad un PD ,ristrutturato come asse portante moderato e stabilizzatore di tutto il sistema politico , destinato a risolvere sul piano della gestione reale del governo complessivo del.nostro sistema paese in continuità ‘assoluta con le risposte strutturali, e le ragioni sistemiche del governo commissariale di Monti.
Questo nuovo assetto politico -istituzionale rappresenta il quadro entro cui ricostruire una nuova certezza di governo di sistema, superando la precedente pseudo-contrapposizione tra un falso centro destra ed un falso centrosinistra, ritenuti ormai non più utili a svolgere una affidabile funzione di governo nella fase delicatissima di crisi strutturale di tutto il sistema dei rapporti economici, finanziari sociali ,ed internazionali che hanno caratterizzato l’ occidente sviluppato nell’ultimo trentennio.
Una simile ristrutturazione profonda del nostro sistema politico ed istituzionale, in senso chiaramente neo-autoritario , rappresenta la soluzione attraverso cui le classi dirigenti del sistema economico finanziario e bancario. , ritengono di poter assicurare per un periodo medio – lungo ( almeno due o.tre legjslature piene ) un quadro di governo reale dei processi decisionali che possa essere assolutamente in linea con le stringenti compatibilità che lo schema dei fiscal_ compact , ed il rispetto rigoroso di tutte le necessità di garanzia e di equilibrio dell’ attuale sistema monetario, sono destinati ad imporre, forzatamente alle politiche economiche, sociali e fiscali del paese, per almeno un quindicennio.
I nostri due NO, alla riforma costituzionale ed alla legge elettorale, sono, quindi, la conseguenza necessaria e logica della nostra opposizione radicale a questa complessiva svolta autoritaria , che mira a ristrutturare un modello sociale ed economico in crisi profonda, responsabile della distruzione dell’ equilibrio sociale e della natura democratica dei processi decisionali dei nostri paesi.
Per questo ,Noi del Risorgimento Socialista lavoriamo per rendere la vittoria del No un momento importante di un processo piu’ ampio di ricostruzione di una nuova Sinistra nel nostro paese , e non l’occasione comoda per riassettare una sorta di nuovo Ulivo, utile solo a rimettere in gioco tutti i gruppi dirigenti responsabili del disastro della sinistra italiana, corresponsabili del governo Monti, o responsabili del fallimento di tutti i tentativi fatti all’interno del vecchio centrosinistra di costruire qualcosa di nuovo a sinistra.
I regolamenti dei conti tra gruppi dirigenti concordi sulle ragioni di fondo del modello Liberista e finanziario ,divisi solo su chi ne debba dirigere i processi di ristrutturazione necessari a riattivarlo non ci interessano .
Questo e ‘ Il senso reale del nostro impegno nella battaglia referendaria ,e del nostro invito a tutti gli elettori a votare NO alle modifiche costituzionali proposte dal governo Renzi .
 

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