Stefano Fassina sovranismo sinistra

Il coordinamento politico nazionale della costituente della nuova forza della Sinistra, giovedi’ prossimo comincera’ ad analizzare le ragioni di un risultato chiaramente sotto le attese , che inficia l’efficacia di un progetto politico che dovrebbe avere ben altra portata.

fassinacandidato

Sicuramente se qualcuno ,come temo, cerchera’ di spiegarlo con la linea della contrapposizione al PD , assunta a Torino e Roma , con il nostro pieno consenso,vorra’ dire che litigheremo di brutto da subito.

Al contrario la non presentazione a Milano di una lista unitaria in alternativa a Sala , e la conflenza con il PD di gran parte dei referenti milanesi della Costituente, ha contribuito ad appannare la chiarezza e la credibilita’ di un progetto nazionale complessivo.

Il trionfo di Napoli dimostra infatti come l’alternativita’ netta al PD a ed al governo Renzi, e la ricostruzione di forti legami di rappresentanza democratica , costituisce la ragione essenziale di un processo di ricostruzione della sinistra nel nostro paese , capace di recuperare a sinistra, su un progetto reale di cambiamento e di trasformazione, il voto di protesta e di contestazione.

ll vero problema pero’ va al di la’ della questione,pur importante , della collocazione all’interno del sistema politico, e consiste nella stessa natura del risultato elettorale ottenuto, che di per se’ implica dei limiti politici rilevantissimi ,che continuano a riprodursi ogni volta che viene tentata una nuova esperienza elettorale alla sinistra di quadro di governo imperniato sul PD, questo anche nel momento in cui il PD diviene palesemente l’ elemento portante di un quadro di stabilizzazione conservatrice del sistema italia .

In particolare l’esperimento elettorale tentato, con la sola eccezione di Napoli ,non e’ andato oltre i confini elettorali della vecchia area della tradizionale sinistra radicale , forse anche un po’sotto .e purtroppo non perche’ le argomentazioni politiche utilizzate,in particolare da Fassina, siano state arretrate o fuori dalla realta’.

In tal senso, la circostanza che Fassina la partita della campagna elettorale l’abbia giocata anche molto bene rende il risultato magro ottenuto ancora piu’ inquietante .

E’ come se l’elettorato rifiutasse, a prescindere, tutto cio’ che rappresenta per lui l’ultima derivazione di una storia , e di un ceto politico che l’ha rappresentata nel tempo, ritenendola irrimediabilmente sconfitta sul tereno politico e culturale, anche molto oltre i suoi reali demeriti, e peggio considerandola ormai assorbita, pur con tutta la sua apparente radicalita’ verbale ,nelle logiche gestionali di un sistema politico che comincia ormai ad essere detestato.

Non e’ quindi un caso che l’unico personaggio realmente vincente, peraltro molto atipico come De Magistris , che riesce a sottrarre consensi direttamente all’area della protesta ,usi un linguaggio politico diverso da quella esperienza ,e nella sua proposta politica non rieccheggi quasi nulla dei suoi riferimenti tradizionali , ponendosi su un terreno comunicativo molto prossimo ai 5 stelle nel rifiuto di un intero sistema politico.

In questo quadro il fatto che il problema principale a sinistra sia sempre quello del rapporto con il PD costituisce il sintomo di una fragilita’ complessiva , che affonda le sue radici nella debolezza di fondo di tutto un ceto politico che ha vissuto l’esperienza di governo, anche se vissuta con una serie di distinguo, come il momento centrale della propria proposta politica , fino al punto che il crollo del sistema politico giunge inevitavilmente a travolgere anche la forza che pensa,o ha la pretesa , di poter essere portatrice addirittura di una proposta politica di alternativa di modello .

Gli stessi candidati principali di Sinistra per Roma ,quelli con il voto popolare piu’ alto , vengono da molti anni di presenza continua in giunte amministrative di centro-sinistra, alcune delle quali non particolarmente entusiasmanti, ed esprimono’ un voto di filiazione gestionale di potere amministrativo, esercitato in modo sicuramente onesto e pulito, ma che ha un carattere assolutamente sistemico, ed e’ anch’esso espressione strutturale, anche se indubbiamente piu’ qualificato, di esperienze amministrative che in ogni caso l’elettorato ha inteso respingere nel suo complesso.

Sicuramente questi “molti anni” di gestione comune con il PD sono una delle cause del voto scarso ottenuto dalla lista, in una elezione caratterizzata da un rifiuto di una intera classe politica che ha governato negli anni la citta’.nonostante le buone impostazioni politiche assunte da Fassina nel dibattito elettorale .

FRANCO BARTOLOMEI

  1. Fausto Fareri says:

    Garante del passaggio alla terza Repubblica capitolina, francamente l’analisi attesta l’impotenza di una sinistra alternativa. Ma il che fare? resta come metodo e monito. Purtroppo la campagna elettorale non ha brillato per nessuno perchè Roma sono tante città e non esiste, lo dico da meridionale in trasferta, una classe dirigente o elite pensante atta a gestire la provincializzazione della capitale, perchè la sinistra , soprattutto SEL , è rinunciataria.
    Io non condivido la rinuncia , ma senza un quadro intellettuale cornice ed il coinvolgimento STRUTTURALE del Sindacato ( UIL-CGIL), peraltro ondivago persino sul falso referendum istituzionale, l’italietta di Renzi in salsa toscana richia di scivolare nella marginalizzazione del campanile, con certo nelal visione alta del particulare guicciardiniano. Insomma, le masse ci s ono, ma la politica non si fa su dazebao digitali, la politica si fa con intellettuali e confronto, strutture e soldi, trasparenza e testimonianza. essere eternamente in cammino, da nomadi, non paga. Fassina non voleva vincere, Fassina voleva solo saggiare la tenuta della costola ex- PD. Cioè l’ectoplasma più camaleontico degli ultimi sessant’anni, ciò che fa impallidire qualunque trasformismo post-doroteo. La vergogna degli italiani e francamente mi dissocio da certe avventure con personaggi dubbi e calcolatori. Non hanno stoffa, nè qualità, ma non sono usciti dal romanzo di Musil. quindi accettare al sfida contro l’italicum e il patatrac costituzionale è stata la post-legittimazione di un governo ovviamente spalleggiato da Chiesa e petrolieri. UNA VERGOGNA PER NOI LAICI, che non abbiamo più il coraggio dell’azione politica vera, una critica che ha radice nel mio essere fedele alla nennismo come metodo repubblicano.Chi sono questi, cosa devono insegnarci? Semami i compagni dovrebbero smetterla nel dissociarsi su semplici distinguo e LAVORARE AL CANTIERE SOCIALISTA. ma dubito che piccoli borghesi sappiano fare la differenza,quindi Bartolomei ha la mia comprensione umana , ma bisogna fare quadrato e stringere i ranghi, perchè il NULLA produce nulla. insomma non carisma, ma processo democratico, registrazione, tesseramento. Facciamo la differenza, agiamo, usciamo dai giochi e pensiamo alle nuove generazioni.come in Portogallo, come in Spagna, il Nord Europa non ci comprende e non ci segue. Repubblica, non oligarchia dorotea, con falsi democristiani BUON LAVORO E AGIRE SUBITO.

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