Abbiamo deciso sin dall’inizio di appoggiare, con il nostro autonomo contributo, un candidato sindaco e una lista che si muovessero in un orizzonte di reale discontinuità. E che quindi contestassero apertamente la politica locale delle giunte, di centrodestra come di centrosinistra, alla guida della nostra città nell’ultimo decennio.

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Una contestazione che investiva sia i loro obbiettivi che i loro metodi di gestione, con i relativi risvolti penali; e che perciò escludeva qualsiasi tipo di intesa con il blocco di potere rappresentato dall’alleanza Pd-Sel.

Ora, è sulla base di questi presupposti che abbiamo discusso sulla canddatura di Stefano Fassina; con aperte riserve da parte di chi, come me, riteneva che l’entrata in campo di Fassina non fosse in sintonia con altre, espressione della società civile romana e sicuramente altrettanto alternative; e che ci fosse una contraddizione tra lprospettiva di discontinuità e pstrocinio che, alla candidatura dello stesso Fassina, avevano dato Sinistra italiana di Roma e lo stesso Zingaretti.Riserve poi rientrate non solo perchè la candidatura era l’unica rimasta in campo e per le successive prese di posizione di Stefano.

Oggi, non a caso, il candidato della sinistra di opposizione è sotto attacco: da parte ell’apparato di potere di Sel a Roma e da parte di D’Alema. Vittima e complice della manovra, lex ministro di Monti, Bray: invitato a presentarsi con ilo scopo apparente di sottrarre qualche voto a Giachetti, per indurlo, poi, a più miti consigli nei suoi rapporti con il vecchio gruppo di potere della sinistra romana e il vero obbiettivo di marginalizzare la candidatura di Fassina.

Se questo è l’attacco tanto più forte deve essere il nostro sostegno. Oggi, Stefano Fassina non è più, se mai lo fosse stato, il candidato di Sel e della continuità del blocco di potere responsabile dello sfascio. Deve, allora, diventare il candidato della nuova sinistra di opposizione a roma e nel apese; ed è nostro dovere politico accompagnarlo, da socialisti di sinistra, lungo questo nuovo percorso.

ALBERTO BENZONI

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