Nell’attesa di un ritorno ad una equilibrata laicità. Riflettere su dove stia andando l’Italia, immemore ormai della sua matrice umanistica, è un dovere di militanza che avverto all’indomani della nascita del nostro piccolo ma determinato soggetto politico. Perchè indubbiamente la parabola socialista ha la qualità di non essere ecumenica , ma anzi di caratterizzarsi per un confronto dialettico serrato.

stepchild jpg

SUL DDL CIRINNA’

Quindi criticamente prenderò distanza dal ddl Cirinnà, che è ancora una volta l’ennesimo esperimento che apre scenari di alterazione della giusta percezione del nostro essere laici, soprattutto innanzi alle nuove generazioni e nel personale passaggio all’età matura.


Coesistere è essenzialmente tollerare le differenze, ma anche promuovere i rapporti virtuosi di crescita sociale. Se il costituente all’art.29 ha tutelato essenzialmente , a livello programmatico, la famiglia fondata sul matrimonio, lo ha fatto pensando all’interesse del minore, non astratto, ma concreto, ma al contempo non ha eliminato la possibilità di autocoscienza e di creazione di nuclei altri, purchè gli strumenti di protezione fossero tendenzialmente efficienti.


Nel modulare ” responsabilmente” la propria esistenza, l’istituto del riconoscimento, dell’adozione speciale, dell’affido preadottivo hanno al contempo interpretato quell’istanza fondamentale e posto una garanzia al munus genitoriale.Il pendolo oscilla tra questi ambiti, in un’ottica di promozione all’interno del gruppo famiglia della personalità anche del minore,oggi spesso punto di scarica di tensioni e rivendicazioni bilaterali. Ma le due sfere, maschile -femminile, anche con riferimento al gruppo complessivo parentale( nonni), devono, a mio parere, sempre essere garantite.

LA STEPCHILD ADOPTION

Al centro non è il modello cattolico o il libero amore, non mi importa giuridicamente questo, al centro c’è il cittadino del domani, nella sua relazione con i servizi sociali territoriali ( carenti spesso) , nella crescente ed auspicabile consapevolezza di poter scegliere anche di non ” subire” il nuovo compagno o compagna della madre o padre, scelta individuale e certamente libera già sul piano esistenziale.


La stepchild adoption potrebbe ben essere assimilata ad un’adozione speciale, ma sappiamo che le ipotesi sono tassative di base. Io non vedrei l’opportunità di aprire alla stepchild tout court, anzi insisterei sul rapporto previgente col legittimo naturale o adottato o riconosciuto, proprio per stigmatizzare la maggiore responsabilità del genitore di base, passerei attraverso un periodo di co-affido tutoriale limitato alle esigenze di gestione ordinaria( istituto apposito) per saggiare la conducenza e l’accettazione di
un’opzione di definitiva ( dopo i 14 anni) adozione, in cui determinante sarebbe il consenso del minore.

Ma i servizi sociali?

In un momento di spending review , sappiamo che poche sono le realtà virtuose.
Per quanto riguarda il fronte della specifica formazione sociale, mi limito ad esprimere , ironicamente, che classificare il libero arbitrio negli affetti ( Rodotà insegna) offende innanzitutto la capcità di discernimento di chi fa una scelta non ordinaria.Mi unisco, vengo registrato dopo un periodo (tre anni) o sulla base di un accordo ( Pacs) , acquisisco come centro di imputazione effetti previdenziali( reversibilità) e di diritti del degente , in apposito rinnovato Statuto del Malato.


La discussione in atto evidenzia i gravi limiti di questo Parlamento già sul fronte culturale, la sua concreta” lontananza” dalla nostra ereditata identità culturale, che ci consegna, a livello di confronto sociale, a crociate o indifferentismo.


Separare i due profili tra unione e sua relazione” minima” e tutela del minore( in tal senso rafforzando gli strumenti di affido e monitoraggio pubblico) , sarebbe un’auspicabile alternativa per impedire all’attuale Governo di costruire un consenso su un profilo delicato, attinente alla coscienza, se non vogliamo che il minore diventi un piccolo cittadino disorientato non conscio del suo ruolo attivo, succube delle disfatte di tanti adulti in cerca di sè stessi.


E allora alla fine ritroveremo noi stessi, laici e forti, per opporci nell’esempio, non solo a parole, all’omologazione di un’intera generazione di quarantenni, che hanno consegnato l’Italia , me compreso, a questi piccoli uomini di potere. Un moto di reazione, un moto di ” umanesimo”.

FAUSTO FARERI

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