Fassina VS Giachetti: l’analisi della lettera aperta

Cerchiamo di essere analitici. Fassina ha sfidato Giachetti  – certo che Tocci è tutt’altra cosa ma non ha accettato la candidatura perché non è un kamikaze – su questo tema (clicca su “10 condizioni per sfidarci alle primarie a Roma, lettera aperta a Giachetti), ed è successo quanto segue:

  • Si fanno le primarie quando si condividono gli stessi principi di base come il programma;
  • Potrei anche confrontarmi con te alle primarie se mi dai una risposta su questi 10 temi programmatici
  • Giachetti non gli ha risposto e il PD non ha raccolto la sfida.
Sefano Fassina (s) e Roberto Giachetti alla Camera durante il voto di fiducia al dl Fare, Roma 24 luglio 2013.  ANSA/GIUSEPPE LAMI

Sefano Fassina (s) e Roberto Giachetti alla Camera durante il voto di fiducia al dl Fare, Roma 24 luglio 2013.
ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

Mi sembra palese che quella di Fassina era una provocazione per stanare la vera natura del PD (notare che ci ha messo 8 anni a capirla, ex DS come me che non hanno aderito al PD alla sua nascita queste cose le avevano capite fin d’allora).

Mi pare che la provocazione sia riuscita anche se l’esito mediatico mi pare vicino allo zero.

Per quanto riguarda Risorgimento Socialista, Franco Bartolomei ha proposto di appoggiare Fassina,  Airaudo e possibilmente Civati. Mi sembra chiaro il messaggio: Franco propone di dare una mano a chi può nelle cose costituire una alternativa al PD. Due cose mi sento di precisare:

  • la politica del RS è una “politica per” e non una “politica contro”. Non siamo contro il PD perché è il PD ma per le cose che fa e che propone. Se ad esempio Giachetti avesse accettato di confrontarsi sul programma non vedo perché il confronto sulle cose debba essere demonizzato e interpretato come un inciucio con il PD.
  • L’appoggio a Fassina non è la scelta del solito “unto dal signore” del momento. Oltretutto su molte cose lo critico pure (fra tutte il piano B per l’Europa). L’appoggio a Fassina è a mio parere (e l’ho scritto più volte) accompagnato da due paletti: l’autonomia di RS e la pregiudiziale che Fassina sia aperto a TUTTE le componenti e culture che si ispirano al socialismo affidando a RS la funzione di collante.

Da ultimo, ritengo che senza un Manifesto, senza uno Statuto approvati dall’assemblea di RS sia molto azzardato affrontare una campagna elettorale anche se solo amministrativa. Attrezzerei tutto il movimento alla campagna referendaria per un NO  alla deforma costituzionale e un SI all’abrogazione dell’ Italicum (sperando che Felice ce la faccia con la Corte).

RENATO COSTANZO GATTI

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