La complessità siciliana è nelle radici, ma guarda all’Europa

Questa lettera aperta si inquadra nel solco dell’azione critica che desideriamo intraprendere. Con i compagni Longo e Gulisano, pur certe volte nella differenza d’approccio, ci intendiamo nel chiedere uno sforzo comune di riqualificazione dell’azione socialista.

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RS si candida a questo e tenta di interpretare l’onda lunga nata in Grecia, esplosa in Spagna, portata con piglio intellettuale avanti in Portogallo da Costa, la cui Agenda è il contraltare socialista al programma di Podemos, in una variegata attitudine ad usare il medium come strumento non solo di mera comunicazione, ma di condivisione per una democrazia procedurale che non disdegna i luoghi tradizionali parlamentari e soprattutto un sano” ritorno” al culto dell’assemblea di base.


E siccome il primo parlamento della Storia è nato in Sicilia, qui Bernardino Verro e DeFelice interpretarono in senso identitario interclassista l’opposizione a Crispi, da qui noi ripartiamo per stimolare una critica ” cosciente” .


E spiace dire che seppure tante critiche di uomini come Cacciari sono condivisibili, esse si alimentano di una visione mitteleuropea che trascende ed ignora l’umanesimo meridionale. I
 Rossi Doria, I Fortunato, I Dorso, Lombardi, De Martino, degni eredi dei Pagano e Filangieri, I Colajanni,..etc., matrice che permea di sè la riflessione autocritica.

Per comprendere la qualità del Meridione d’Europa scegliamo ancora la metafora del mare aperto e degli arcipelaghi di Cassano col suo pensiero meridiano e la cultura filosofica di maestri come Abbagnano , Bobbio sul fronte critico e rigoroso del rapporto tra forme della democrazia e socialismo inattuato.


La Sicilia di Crocetta è solo il fanalino di coda di un meridione che ha ereditato malaffare e pessime prassi trasformistiche della prima e seconda repubblica, per arenarsi al centro in un simil-governo che vive di ricatti. Ma è la alternativa popolare , cosciente, è la rinnovata spinta di un sindacalismo colto, tradizionale ed anche di base, che può scuotere dalle fondamenta questa stagnazione e la profonda ” ambiguità” che serpeggia nei rapporti e nei confronti.


Utile deve essere l’humus sul quale dispiegare il proprio creativo apporto alla difesa e promozione dello spazio civico, non in visione ” particolare ” ma partendo dalla insularità come esperienza programmatica sperimentale.


In tal senso il rapporto osmotico con le esperienze portoghesi e spagnole future potrebbe, ottimisticamente in un decennio, ricreare i presupposti per il guado socialista. M a senza dimenticare che tutte le battaglie civili ( unioni civili, procreazione assistita, migranti, scuola pubblica, reddito di cittadinanza) devono riappropriarsi di una semantica , di codici comunicativi ” colti” per ricostruire un orizzonte di senso che faccia lievitare i nessi critici della marginalizzazione del ruolo di cittadinanza sullo spazio pubblico per baratto vile col privato.


Oltre il mercato, ma puntando sulla contrattazione tariffaria equa e soprattutto non diretta all’esclusione delle leve giovani o meno ” integrate” in scambi di potere, su contratti collettivi propulsivi e fortemente articolati, su un referendum sindacale integrato al fine dell’attuazione dinamica dell’art. 39 Cost.


Non solo la mobilità sociale, ma la dignità di autodeterminazione, come insegnava Vittorio Foa.

FAUSTO FARERI

RISORGIMENTO SOCIALISTA SICILIA

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