L’altra sera è andata in scena una puntata del consueto cineforum mentaniano, solo che questa volta il tono non è stato di inchiesta e nel rispetto delle riflessioni altrui, ma si è assistito ad un accerchiamento in grande stile con un Bobo Craxi all’angolo e tenuto fermo all’americana. Telecronaca dell’incontro.

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1992, scontro in diretta fra Mentana e Bobo Craxi: “Capisco che per lei sia carne viva, ma i reati sono reati Vivace polemica a Bersaglio mobile su La7 tra il conduttore Enrico Mentana e Bobo Craxi sull’inchiesta Mani Pulite e sulle conseguenze politiche ed economiche che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni. Il conduttore pone la questione sul debito pubblico salito alle stelle proprio in quegli anni. “Ma cosa c’entra il debito pubblico coi partiti tradizionali? la DC è scomparsa perché c’era il debito pubblico?”, risponde polemico l’ex sottosegretario, “C’entra perché il sistema politico italiano era fatto sulle leggi di spesa che poi è crollato”, replica il conduttore. – “l’avete aumentato anche nella seconda repubblica” – continua Craxi – “vedo che lei è un difensore estremo della seconda Repubblica“. A un certo punto il conduttore si rivolge all’esponente socialista: “Scusi Craxi sono stato tollerantissimo perché per lei è carne viva però i reati son reati”. fonte: Il fatto Quotidiano

 

Mentana ormai è perso probabilmente nel vortice di chi si sente di interpretare la storia quotidianamente e in diretta, attraverso le sue maratone interminabili o i suoi cineforum, sapendo di non essere politico o storico e avendo probabilmente anche una carenza di visione sistemica dell’accaduto. Non vedrei male una sua pubblicazione della “Storia d’Italia a cura di Mentana minuto per minuto con storiografia annessa”. Un Mentana che si è dimenticato di essere un esponente della Federazione Nazionale dei Giovani Socialista Italiana negli anni 80. Ieri sera ha condotto come se quel passato fosse stato rimosso e anzi avesse probabilmente un conto aperto con Bobo Craxi vista la sua conduzione velenosa e non imparziale.

Bobo per la prima volta ha parlato, riguardo i fatti di Tangentopoli, in termini di cessione di sovranità e decadimento del sistema politico non solamente come un modo per fare fuori i socialisti (PSI) – cosa che per i socialisti biografici è una ferita scoperta di difficile guarigione e ormai superata dagli eventi in quanto Craxi non fu solamente attaccato da socialista e figura di spicco dell’Internazionale Socialista ma anche come garante del Welfare in Italia – ma contro gli italiani e l’Italia, che è ben diverso, perché questa considerazione sottende alla perdita di potere contrattuale italiana nell’area euro dopo la firma dei Trattati di Maastricht avvenuta in concomitanza con l’indebolimento dei partiti di governo e la gestione politica combinata tra procure e sistema d’informazione in quel periodo (ben rappresentato dallo studio televisivo dell’altra sera). Un Bobo Craxi troppo gentleman e cortese a mio parere perché secondo me pensava che si potesse parlare con il linguaggio della verità su temi ormai storici che hanno avuto ripercussioni anche sul decadimento del sistema industriale italiano e sulla perdita di salario degli italiani.

Di Pietro as usual ovvero colui che ancora va in giro per le strade o gli studi televisivi (fa lo stesso per lui, tanto urla ugualmente dentro e fuori le mura) dicendo che è stato scelto sull’elenco telefonico per il ruolo di PM nell’inchiesta più importante dell’Italia repubblicana e che dalla campagna si è trasferito in città e gli hanno affidato l’incarico. Come direbbe lui dalla stalla alle stelle. Da notare per sua stessa ammissione di aver votato MSI, partito che all’epoca era all’opposizione ma che era ancora di ideologia fascista.

Giorgio Gori e Feltri un duo che ha dato poco al dibattito non pervenuti. Unica nota di colore  forse nella prima parte dell’intervento dell’ex direttore dell’Indipendente, il quale ha fatto mea culpa sui titoloni di quel periodo avendo dato apertamente ragione a Bettino Craxi come uomo politico.

Mi sono ritrovato a reinterpretare Nanni Moretti con D’Alema sul divano nel film “Aprile”, sapendo però che il mio nemico non è un uomo solo, ma un sistema di potere sornione che difficilmente potrà essere scalzato dagli ex socialisti in “modalità vendetta”, ma ricreando un tessuto critico verso il passato più ampio e abbinando questo alle nuove sfide sul mondo del lavoro e sulle modifiche della democrazia in atto. Serve ricreare un Socialismo vero che faccia riflettere su cosa dovrà esser l’Italia nel futuro con i cittadini al proprio fianco. Serve però tempo e calma.

ANDREW NAT

fonte per vedere il video originale su Il Fatto Quotidiano:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/01/09/1992-scontro-in-diretta-fra-mentana-e-bobo-craxi-capisco-che-per-lei-sia-carne-viva-ma-i-reati-sono-reati/461992/

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