Franco Bartolomei e la rottura col PSI

Cari Compagni,
Parliamoci chiaro, e’ ormai sotto gli occhi di tutti la crisi del progetto costituente a sinistra a cui noi guardiamo.

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E noi del RISORGIMENTO SOCIALISTA, che pretendiamo a ragione di essere la forza indispensabile e decisiva per rendere realizzabile e vincente il processo di ricostruzione della sinistra italiana , dobbiamo assolutamente fare quanto e’ in nostro potere per salvare il salvabile, e soprattutto , preservare tutto il tessuto di rapporti politici che abbiamo costruito attorno al RISORGIMENTO SOCIALISTA in questi dieci mesi della nostra iniziativa politica .
Ne’ va della soparavvivenza del nostro progetto , e della possibilita’ di continuare ad incidere sui processi in atto cche rischiano di naufragare definitivamente se non si compiono delle scelte sulla base di criteri politici di riferimento coerenti al progetto che vogliamo realizzare .

Le cause della gravissima crisi che sta attraversando il percosrso costituente a sinistra , purtroppo , non risiede in una incapacita’ programmatica, o in una assenza di interlocutori sociali , o di referenti internazionali , o addirittura piu’ semplicemente di uno spazio all’interno della crisi di rappresentanza del nostro sistema politico.

Non siamo di fronte alla inesistenza di un ampio fronte di soggetti sociali , classi , ceti , o piu’ semplicemente settori del tessuto civile del paese , in grado di recepire il messaggio di una nuova forza della sinistra in grado di ricostruire un vasto schieramento sociale, e successivamente politico , attorno ad un progetto di un nuovo modello sociale ed economico alternativo al sistema neoliberista e finanziario , che abbia la volonta’ di contrastare la deriva autoritaria e tecnocratica attraverso cui le classi dirigenti , finanziarie , tentano di gestire faticosamente la stagnazione e l’impoverimento di massa a cui la crisi di un modello di rapporti sociali e di interazioni finanziarie globale , ormai crollato verticalmente, condanna progressivamente tutte le società europee.

Ne’ tantomeno abbiamo di fronte un sistema produttivo ed una interazione di rapporti finanziari, in grado di riattivare sulle ceneri della crisi un nuovo modello di crescita sociale e di creazione di ricchezza in grado di restituire credibilita’ ad un modelo di rapporti sociali , governato delle logiche sociali e dalle strette compatibilita’ del mercato finanziario.

Ne’ dobbiamo piu’ scontare un consenso di massa verso un modello di riorganizzazione delle nostre societa’ fondato sulla eliminazione del potere di mediazione di qualsiasi corpo sociale intermedio. suscettibile di intralciare i progetti di ristrutturazione sociale necessari a tentare di gestire la profondita ‘ di una crisi, non piu’ risolvibile in termini democratici in assenza di un profondo mutamento di modello verso un nuovo sistema fondato sulla programmazione democratica delle scelte e sull’equilibrio qualitativo dei rapporti sociali .

Se cosi’ fosse avremmo perso in partenza , ed il grande progetto politico su cui abbiamo costruito il nostro ” RISORGIMENTO SOCIALISTA ” sarebbe irrealizzabile , ma non e’ questo quello che sta accadendo.

Sta accadendo molto di peggio, sta accadendo che una fastidiosa, miope, e grottesca, guerra di leadership , sostenuta dagli interessi di apparato delle microstrutture che ne fanno rispettivo riferimento , sta paralizando un processo unitario che in condizioni normali avrebbe tutte le carte per affermarsi e consolidarsi.

la “letteruccia dei Sindaci ” e’ solo l’ultima prova di un movimento che ha paura di se’ e condizione la propria esistenza alla garanzia di un potere amministrativo locale , da conservare perfino a costo di rilegittimare la forza politica centrale di questo governo che si e’ ormai assunta il compito di garantire la stabilizzazione conservatrice degli equilibri economici , finanziari e sociali del paese.

Noi abbiamo il compito di cercare di intervenire su questa deriva cercando di sostenere tutti i processi politici in atto , pur con tutti i loro limiti , che tendono ancora , con un minimo di coerenza politica ,a riaffermare le ragioni di un processo di ricostruzione della sinistra da sviluppare e consolidare chiaramente in alternativa al PD, e sulla base di chiari riferimenti di programma ad un progetto complessivo di alternativa di modello sociale ed economico , cosi’ come in tutta europa vanno riaffermando le nuove forze politiche della sinistra come Podemos, il nuovo Labour del compagno Corbyn , Syriza , il nuovo fronte delle Sinistre Portoghesi , e da ultimo le scelte poltiche che sta compiendo il PSOEin merito alla formazione del nuovo governo di Spagna..

Sulla base di questi due riferimenti di fondo ci ispireremo negli atti politici che assumeremo nelle prossime elezioni locali , e di fronte alle nuove fasi future che attraverseranno il progetto di ricostruzione della Sinistra a cui vogliamo lavorare.

In ragione di questa necessita ‘ Il Risorgimento Socialista , comportandosi in modo analogo a quanto gia ‘ fatto sulla raccolta dei referendum in estate , agira’ per salvare il salvabile , e far avanzare questo progetto , facendo scelte utili a salvare il dialogo tra tutte le realta’ che ne sono partecipi.

Per queste ragioni IL RISORGIMRENTO SOCIALISTA sosterra’, con autonomia , tutte le candidature che cercano di affermare una netta alternativita ‘ al PD , che avranno il coraggio di misurare se stesse nel rapporto con gli elettori giocandosi in questo scontro , con coraggio, anche tutte le loro possibilita ‘ di leadership , cosi’ come sta accadendo a Torino con il compagno Airaudo , e come sta avvenendo a Roma con il compagno Fassina ., e lavorera’ nelle altre citta ‘ a cominciare da Milano per formare liste alternative al PD,che mettano campo candidature che siano diretta e primaria espressione del progetto costituente che vogliamo costruire , come la Possibile ed auspicabile .candidatura del compagno Civati alle elezioni di Milano.

FRANCO BARTOLOMEI

  1. Ho sempre saputo che i comunisti berlingueriani sono antidemocratici oltre che livorosi contro i socialisti democratici. Dobbiamo renderci conto che questa specie di sinistra va combattuta da sinistra e non da destra come, purtroppo, vuole fare il PSI.

  2. claudio casini says:

    claudio.

    Certo che si intravee un accordo tra renziani e altre forze trasversali per rompere le acque a questa iniziativa,la questione della stabilita,e’ piu una sorta di gattiopardismo tutto italiano ,per mantenere non solo un sistema ,oramai condannato da tutti ,e in tutto questo sembra che molti che vengono dal vecchio partito comunista siano i primi conservatori in merito .
    La storia si ripete in effetti ,ma forse questa volta far passare i siocialisti democratici o la sinistra in genere ,come disfattisti o reduci ,sara’ dura,vista la situazione ,avanti compagni ad ogni modo.

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