Le ragioni della inesistenza dei Socialisti nella II Repubblica, e le condizioni per un nuovo futuro del Socialismo Italiano

Ragioniamo insieme sulle cause della mancata rinascita di un soggetto Socialista nel nostro sistema politico , per individuare in modo più nitido le ragioni profonde del progetto a cui vogliamo lavorare con il nostro movimento per il “Risorgimento Socialista”.

 

garibaldi

 

Il punto centrale per noi e’ ripartire criticamente da una analisi autentica delle ragioni strutturali della II Repubblica, e delle cause e delle responsabilità dello stravolgimento progressivo della nostra Costituzione Materiale , per ricostruire un ruolo centrale dei Socialisti nella ricostruzione della Sinistra italiana attorno ad un progetto di modello di sviluppo, alternativo al neoliberismo economico ed al governo tecnocratico dei processi sociali , fondato sul recupero della sovranità democratica delle istituzioni del paese nel governo delle scelte di interesse collettivo.

 

Per avere le idee chiare e’ necessario fare quello che purtroppo i Socialisti non sono stati in grado di fare in questi 20 anni , cioò ripartire da una corretta analisi dalle ragioni strutturali autentiche che hanno portato alla fine del sistema politico della I Repubblica, in cui il PSI aveva costruito un ruolo centrale sul terreno della gestione democratica dello stato e sulle politiche di riequilibrio sociale, ed allo smantellamento dell’ apparato economico, bancario, e finanziario, pubblico più consistente di tutto l’occidente, attraverso la cui presenza trainante sul complessivo tessuto produttivo del paese tutti i governi di centro-sinistra dal 64 al 92 avevano costruito la ricchezza e lo sviluppo del paese.

 

La mancanza di una coscienza piena delle ragioni strutturali della II Repubblica ha portato, negli ultimi 20 anni, i Socialisti a scimmiottare un ruolo di governo all’interno di uno scenario strutturale e politico del tutto diverso da quello in cui aveva agito con grandi risultati il vecchio PSI, finendo in tal modo per andare a ridursi, alla FACCIA DI UNA FASULLA CONCLAMATA IDENTITA’ ed AUTONOMIA, in una posizione assolutamente accessoria e subalterna ad un PDS / PD, che senza remore sostanziali andava interpretando sempre più a perfezione il ruolo della forza moderata di gestione e di governo dei nuovi assetti sociali ed istituzionali, compatibili con gli interessi e gli indirizzi di modello di quei nuovi equilibri economici e finanziari che avevano prodotto la distruzione del sistema Politico /Costituzionale e Sociali della I Repubblica, nel quale il PSI aveva consolidato quel ruolo riformatore determinante che aveva costituito la vera ragione forte della sue grande esistenza politica.

 

Oltre a questa cecità politica, dovuta spesso ad una sorta di malintesa e distorta vocazione governativa “ a prescindere “, oltre che ad una complessiva limitatezza di cultura politica e di capacità di analisi, che ha allontanato i gruppi dirigenti Socialisti dal perseguire coerentemente scelte frontalmente critiche rispetto agli assetti di potere ed ai modelli sociali che andavano consolidandosi in questi ultimi 20 anni attorno al nuovo sistema politico sorto nel paese dopo il ‘93, abbiamo assistito ad un sostanziale tradimento politico di quasi tutto il vecchio gruppo dirigente Socialista, che si è diviso equamente tra i due schieramenti spesso per sopravvivere al vertice, e sempre abdicando ad una funzione di rivendicazione delle ragioni di fondo del Socialismo Italiano.

 

Addirittura in questi 20 anni abbiamo avuto i tre principali collaboratori di Craxi, e cioè: Amato , De Michelis e Cicchitto, che hanno assunto rispettivamente il ruolo di consiglieri ascoltatissimi dei leader delle due coalizioni contrastanti di centrosinistra e di centrodestra , e sono stati, rispettivamente , protagonisti politici delle scelte principali dei due schieramenti , legittimando appieno con le loro scelte , nella sostanza di merito sostanzialmente convergenti sia sul terreno sociale ed economico che internazionale , un sistema politico e sociale che e’ sorto sulla distruzione e la alterazione di tutto il sistema costituzionale e sociale costruito dal PSI nei 30 anni ( 63-93 ) precedenti al ’93. Su queste premesse era obbiettivamente quasi impossibile che I Socialisti potessero riconquistare un ruolo politico reale, fuori dalla doppia subalternità al PDS e Prodi , da un lato , ed a Berlusconi dall’altro, che hanno di fatto interpretato in tutta la fase storica che abbiamo attraversato.

 

Sarà quindi possibile oggi ricostruire un ruolo del SOCIALISMO ITALIANO solamente su un terreno politico totalmente alternativo, ed estraneo, a questo schema di riferimento, sostenendo un programma di azione contrastante con le ragioni politiche, economiche ,e sociali che hanno costituito gli assi portanti della costruzione politica, e dei modelli di riferimento sociale, della II Repubblica, partendo dalla volontà di individuare un progetto di rinascita del paese, fuori dalla crisi del modello economico e sociale neoliberista che ha costituito la struttura portante di tutti i processi di involuzione progressiva della nostra costituzione materiale, e di risoluzione tecnocratica della nostra vita democratica, che hanno caratterizzato la nostra storia, dopo la distruzione delle forze politiche che hanno realizzato la nostra Carta Costituzionale, accompagnando la fine della nostra stessa sovranità statuale reale sui processi economici e le scelte sociali del paese, e portando da ultimo alla crisi verticale delle capacita’ di rappresentanza di questo sistema politico.

 

Solo recuperando in tal modo le ragioni profonde del nostro essere politico sara’ possibile ricostruire nell’interesse di tutta la sinistra italiana le ragioni autentiche della nostra esistenza futura, superando in radice, senza alcuna esitazione , lo schema di riferimenti politici e le scelte di indirizzo seguite negli ani della II repubblica, che portano oggi, naturalmente, Nencini a riunificare entrambe le due passate, e speculari, subalternità socialiste nel sostegno al nuovo centro-stabilizzatore degli equilibri di sistema, rappresentato dal nuovo PD renziano, condannando all’autoannullamento dell PSI all’interno del progetto di stabilizzazione conservatrice del paese di cui il governo Renzi è il diretto soggetto attuatore.

 

Il movimento per il ” Risorgimento Socialista” nasce oggi per ricostruire questo ruolo dei Socialisti, decisivo per la Sinistra italiana e per la salvezza della nostra Democrazia.

 

FRANCO BARTOLOMEI

 

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  1. Credo che per Ricostruire un Socialismo in Italia bisogna prima cosa parlare più di idee in particolare mentre tutti parlano di leader e visti i nomi che circolano (Renzi, Salvini, Grillo,) non mi sembrano tali da poter risolvere i problemi Italiani. Oramai sono più di venti anni che le cose vanno avanti per forza d’inerzia e i governi succedutesi hanno solo facilitato banche e grandi gruppi economici distruggendo il mondo del lavoro, costituito principalmente da operai da piccoli commercianti, professionisti, artigiani, piccola industria, veri sostenitori dell’economia Italiana. Ebbene a questi più che lunghissimi programmi (che tutti in questi anni gli hanno proposto) va invece presentata un idea di nuova società più giusta i affinché chi è diventato in questi anni più ricco ridia ai più poveri il mal tolto, ai professionisti, artigiani, piccola industria, tartassati di tasse balzelli e quant’altro proponiamo non solo il pieno impegno del nuovo Partito Socialista ma il loro strumento di rivendicazione presso gli attuali “padroni del vapore” Ecco io credo che avremmo fatto la nuova Sinistra anche senza rivendicarlo. Una ultima riflessione leggendo qua e la le tante sigle che animano il Socialismo vedo che troppo spesso si tende a criticare i partiti in particolare PD, F.I. e altri solo per il gusto della critica, lo credo un errore perché dentro questi partiti ci sono tanti ex socialisti ci sono tanti delusi c’è tanta insofferenza e potrebbero essere nostri compagni di partito visto che anche noi (almeno io lo sono) siamo insofferenti e delusi di questa società. Critichiamo Berlusconi, Prodi, Bossi, Renzi, Salvini, Nencini ecc.i veri protagonisti e colpevoli della disfatta Italiana che si sono appropriati dei rispettivi partiti con forme discutibili se non anticostituzionali.

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