[nome_categoria]

Il nuovo fronte socialista

Unire la Sinistra di Classe e le forze del Costituzionalismo Indipendentista in un nuovo grande Fronte Socialista, costituzionale, antiliberista ed antimperialista.

La schieramento delle Forze Socialiste europee, realmente antiliberiste, antimperialiste ed alternative al sistema, è oggi diviso in due filoni di pensiero e di analisi.
Una parte, come essenzialmente il sindacalismo di base, le forze di ispirazione comunista e Potere al Popolo, di cui il Risorgimento Socialista è stato in origine uno dei soggetti fondatori, in nome di una rigorosa impostazione di classe interpreta i processi sociali e ricerca le soluzioni sul terreno della riunificazione di un blocco sociale alternativo al sistema.
L’altra corrente, quella che noi comunemente chiamiamo sinistra sovranista, vive attualmente una sua fase costituente, che in nome della difesa degli interessi deboli ritiene che il contrasto ai poteri finanziari possa essere realizzato solo ripristinando gli stati nazionali sovrani con i loro poteri di intervento pubblico nella economia.

Quest’ultima, contemporaneamente più socialdemocratica e di fatto neo patriottica, contrasta il passo alla destra sociale, apparentemente antisistema, come sta avvenendo in Francia
Nel primo caso si sta correttamente ridefinendo il ruolo di una critica reale ai rapporti sociali ridefiniti dal capitalismo finanziario multinazionale e si ridisegnano i compiti di un moderno scontro di classe.

I due schieramenti con un serio lavoro di confronto possono e debbono trovare un accordo di fondo su un comune progetto di rovesciamento del modello liberista e sulla costruzione di un sistema di rapporti sociali in cui il lavoro divenga l’asse dei processi decisionali collettivi.
Questo processo unitario sta già avvenendo, con ottimi risultati in Francia.
Deve cominciare ad avvenire anche in Italia.

Il Risorgimento Socialista sta lavorando a questa ricomposizione politica tra la sinistra di classe ed il sovranismo di sinistra, un passaggio di importanza primaria per la rinascita di una nuova sinistra socialista popolare e radicale. Contestiamo il modello economico liberista, l’Europa di Maastricht e il ruolo imperiale ed oppressivo del capitalismo multinazionale e del sistema finanziario globale. Tra i pilastri della nostra azione politica c’è la convinzione che la piena sovranità’ costituzionale degli stati europei siano il mezzo fondamentale per rendere possibile e concreta una alternativa di modello attraverso il recupero di una capacità di governo e di indirizzo dei processi economici.

La globalizzazione dei rapporti finanziari e commerciali, è infatti un processo connesso alle necessità di sviluppo del capitalismo multinazionale e della finanziarizzazione dell’economia capitalistica, come risposta necessaria all’ esaurimento dei fattori di crescita delle economie sviluppate. In questo quadro gli stati nazionali sono allo stato l ‘unico strumento esistente di governo sociale delle economie capitalistiche, e di difesa della centralità del lavoro nei processi decisionali e nei rapporti economico produttivi.

La scelta storica del Socialismo per l’Internazionalismo è un impegno alla solidarietà di classe verso tutti i lavoratori e gli oppressi del mondo, contro lo sfruttamento capitalistico. Non contrasta quindi con la difesa della sovranità costituzionale degli stati, e né con il ripristino della loro autonomia finanziaria e se necessario della loro stessa potestà monetaria, smantellando il sistema euro/Maastricht.

Il Risorgimento Socialista sta lavorando su questi presupposti per la costruzione di un nuovo fronte anticapitalista ed antimperialista, capace di esistere nel vivo dei rapporti sociali, che torni a considerare il Socialismo come una concreta prospettiva reale per un diverso modello di sviluppo sociale e per un diverso sistema di rapporti economici.
Attorno ad una piattaforma progettuale, che possa portare a sintesi questi due schemi di analisi critica del sistema, sarà possibile ricostruire un vasto schieramento sociale alternativo. Un blocco politico che unisca, in un comune progetto di rottura del consenso e di impegno per il cambiamento sociale, il mondo del lavoro, i ceti esclusi ed impoveriti dalla concentrazione della ricchezza e dei processi decisionali che caratterizzano la società tecnocratica e liberista. Una prospettiva rivolta a tutto l’universo della marginalità e della frammentazione sociale ed esistenziale generato dai nuovi processi di accumulazione, di parcellizzazione del lavoro, di omologazione culturale, e di individualizzazione dell’esistenza, di emarginazione ed alienazione relazionale prodotti dal sistema liberista.

Un blocco popolare che può trovare una sua soggettività reale solo nel socialismo, come progetto concreto per una moderna sinistra di classe antiliberista, attestata con convinzione sulla difesa della sovranità costituzionale degli stati europei.
È questo l’unico modello praticabile di una società realmente alternativa al sistema liberista, articolato attorno all’impianto monetario, normativo e istituzionale definito dai trattati di Maastricht e Lisbona, che è di fatto espressione tecnocratica, autoritaria, e tendenzialmente imperialistica del potere finanziario e del capitalismo sovranazionale.

Scrivici per sostenerci, collaborare, iscriverti

[categoryposts]