di Franco Bartolomei, coordinatore nazionale, Risorgimento Socialista
 
Ieri è scomparso il compagno Felice Besostri, il dirigente Socialista che più di tutti ha compreso come il sistema elettorale maggioritario rappresentasse il principale fattore di involuzione del nostro sistema democratico costituzionale.
 
Coerentemente, con coraggio e tenacia, ha combattuto una lotta giudiziaria per far dichiarare l’incostituzionalità delle leggi elettorali congegnate negli anni della II Repubblica dai due schieramenti politici contrapposti, solo apparentemente conflittuali ma in realtà assolutamente convergenti nel loro disegno di smantellamento della costituzione materiale necessario a portare a compimento l’omologazione liberista del nostro sistema sociale.
 
Felice Besostri è stato un Socialista, sempre coerentemente autonomista, libertario ed europeista, profondamente legato alla esperienza del Riformismo Socialista, ed alla assoluta fedeltà al dettato costituzionale: insieme a molti altri compagni è stato uno dei fondatori originari del Risorgimento Socialista, continuando sempre, pur nelle diverse posizioni e scelte successivamente assunte, a collaborare con noi sui grandi temi della difesa estrema del nostro impianto costituzionale.
 
La sua formazione politica era molto differente dalla mia sulla interpretazione del quadro internazionale, e sulla valutazione del quadro della UE definito dai trattati , e quindi sui compiti politici di una nuova forza socialista antiliberista ed antimperialista, che si poneva il compito di contrastare frontalmente gli assetti politici e sociali definiti dalla II Repubblica.
 
Questa diversa visione della sua impostazione politica , che ha portato ad una separazione dei nostri percorsi , è assolutamente irrilevante nella mia valutazione della importanza notevolissima del ruolo svolto da Besostri nella contestazione complessiva della deriva autoritaria che ha assunto il nostro sistema politico dopo il 94.
 
Felice Besostri è stato uno dei pochissimi dirigenti politici della sinistra di governo a schierarsi frontalmente e senza compromessi contro la distruzione del nostro Stato Costituzionale, utilizzando con assoluta’ generosità la sua grande competenza professionale in questo compito arduo.
 
Noi tutti dobbiamo al suo lavoro giuridico di altissimo livello il grande risultato di aver dimostrato a tutto il sistema politico ed istituzionale i vizi giuridici ed i profondi profili di incostituzionalità di tutti i diversi sistemi elettorali adottati dal sistema politico della II Repubblica per comprimere ed appiattire , fino a distruggerla , la nostra reale dialettica democratica.
 
E’ un merito grande che dobbiamo sempre tenere al nostro fianco come un arma democratica preziosissima .