Intelligenza artificiale:
oppurtunià o minaccia?

Un'articolata analisi degli scenari aperti dall'avvento della AI e l'iniziativa politica per scongiurarne i pericoli

Gli scenari

L’intelligenza artificiale, come sviluppo avanzato della capacità di raccolta, sintesi, elaborazione e connessione autonoma di dati complessi, finalizzata alla definizione da parte di sistemi informatici di nuova generazione di soluzioni teoriche ed operative, o di schemi previsionali specifici e complessi nel campo delle scienze economiche e sociali, rappresenta in sé  uno strumento utile ad amplificare le capacità conoscitive e previsionali, e per certi versi anche interpretative, della realtà economica, sociale e politica.

In particolare la sua utilizzazione nelle attività istituzionali delle tecnostrutture pubbliche  potrebbe consentire, ai sistemi di governo e in linea teorica, l’acquisizione di una superiore capacità di gestione di situazioni complesse, amministrative, economiche, sociali o tecniche, utile ad un’ottimale garanzia del pubblico interesse.

 

L’A.I. potrebbe tuttavia essere utilizzata come strumento attuativo, analitico e operativo delle funzioni di governo nei modelli sociali neoautoritari. Uno scenario sottratto al controllo delle sovranità costituzionali degli stati che è di fatto ciò che caratterizza il sistema liberista globale a trazione finanziaria.

In questo sistema, il Mercato tende a divenire una superstruttura omnicomprensiva, rideterminando la coscienza sociale e omologando i modelli comportamentali di massa.

Il rischio evidente è che potrebbe determinarsi una piattaforma di mera capacità tecnico-sociale, rafforzando i processi di centralizzazione decisionale e di governo tecnico delle strutture sociali.

Nel sistema liberista occidentale, si apre pertanto il pericolo di una nuova connotazione strutturale autoritaria del potere di classe, sul terreno del controllo sociale.

In tal senso l’intelligenza artificiale tende a divenire il principale mezzo di gestione e di governo delle finalità sociali del sistema, in tutti i momenti costitutivi delle sue fasi operative, dall’ esame  attuale e prospettico della realtà alla valutazione di utilità e di scopo, fino alla elaborazione del progetto operativo necessario alla attuazione del fine, che arriva a definire sul terreno concreto gli indirizzi generali di sviluppo dettati dalla  articolazione di poteri sovranazionali di regolazione ed omologazione dei rapporti economici e di standardizzazione delle politiche di governo degli stati liberisti, in cui la articolazione democratica e la autonomia delle parti sociali vengono annullate al fine di relativizzare al massimo grado il conflitto sociale, e cancellare nella opinione di massa ogni orizzonte politico e sociale alternativo.

L’intelligenza artificiale, posta al servizio del capitalismo finanziario attraverso l’estensione del capitalismo digitale che lavora sulla gestione dell’impiego del tempo delle persone e sulla accumulazione dei dati comportamentali collettivi, quindi, oltre a divenire un oggetto di investimento ad altissima capitalizzazione e redditività, rappresenta la chiave di volta di una nuova rivoluzione sociale capitalistica, in cui i processi di omologazione comportamentale collettiva, da strumento di sistema finalizzato alla amplificazione, alla selezione, e alla  qualificazione dei consumi sulla base delle necessità produttive e/o finanziarie del capitale, si possono ampliare, prevedere, precostituire, orientare e governare fino a divenire progressivamente l’elemento determinante della tenuta dei processi di creazione della ricchezza sociale, e contemporaneamente il garante della tenuta e della coesione del sistema.

Questo processo di consolidamento tecnocratico del sistema liberista, attraverso l’attività del capitalismo digitale che utilizza e gestisce in una logica di sistema le possibilità generate dalla intelligenza artificiale, sul piano economico e produttivo, sul piano del controllo socio politico, e sul terreno dei modelli culturali e comportamentali di massa,  costituisce la grande risposta strutturale del sistema liberista a trazione finanziaria alla crisi dei mercati finanziari del 2007/2008, che ha indebolito la leva finanziaria come nuovo traino dei processi di costruzione della ricchezza e di sostegno dei consumi producendo lo stato di stagnazione tendenziale che investe le economie capitalistiche occidentali ben oltre le fiammate inflattive post pandemia, figlie di riprese parziali ed episodiche, di interventi massicci di sostegno di spesa della FED, e dei trambusti sui mercati delle materie prime seguite al quadro bellico.

Il Capitalismo digitale, di cui i “social“ rappresentano la vetrina esterna accattivante con la loro capacità di coprire ed assorbire la vita reale ed influire direttamente sulla complessità degli aspetti sociali e relazionali degli individui, diviene quindi la nuova trave portante, di una più forte architettura tecnocratica di potere, che punta a portare a compimento il processo di omologazione collettiva e di governo delle scelte degli individui, che ha caratterizzato la società liberista successiva al 92/94,e che era stato scosso dalla grande crisi del 2007/2008, portando al massimo livello quella tendenza, inizialmente solo avviata con la vecchia società consumistica di massa, alla riqualificazione  e strutturazione della domanda sulla base delle necessità dell’offerta e delle sue condizioni, possibilità e logiche di determinazione, attraverso una estensione totale dell’investimento del capitale in tutti gli aspetti della esistenza personale.

Questo processo di ristrutturazione degli assetti del potere sociale del sistema euro atlantico risolve la necessità di razionalizzare il rapporto tra le possibilità della struttura produttiva, le capacità di assorbimento dei livelli articolati di consumo, e le necessità di tenuta dei margini e della capacità del sistema finanziario, e dall’altro produce un rafforzamento formidabile del controllo sociale della realtà complessiva del sistema liberista globale che in conseguenza della sua crisi strutturale non è più in grado di espandere la ricchezza a livelli tali da garantire margini di mobilità sociale, e livelli qualitativi della vita, sufficienti alla tenuta democratica del suo sistema politico ed economico.

Il sistema arriva infatti ad assumere una sorta di indiretta funzione pedagogica collettiva assorbendo e smorzando nella dinamica comunicativa e relazionale costruita dalle manifestazioni associative collettive del Capitale Digitale il dibattito politico e culturale di massa residuale esistente, contribuendo  ad evitare in modo più elastico ed inclusivo la riapertura di una estesa conflittualità sociale, a morbido completamento delle pesantissime forzature normative introdotte, nei rapporti di lavoro e nelle regole di ordine pubblico dai sistemi politici, alla sistematica e pressante compattazione del dibattito realizzato dal sistema mediatico, ed alla progressiva individualizzazione della società realizzata dal sistema di regole sociali introdotto dal sistema liberista.

Il rafforzamento di tutto il sistema di controllo sociale che scaturisce da questo nuovo grande processo di integrazione, omologazione e condizionamento, in cui i sistemi di comunicazione mediatica costituiscono la cerniera di chiusura dell’assorbimento collettivo e passivo delle scelte dei sistemi di governo, rappresenta quindi il momento ulteriore di una involuzione neoautoritaria delle democrazie occidentali, e costituisce la premessa strutturale di una più complessiva riorganizzazione dell’occidente liberista finalizzata a consolidare la sua capacità di contenimento del nuovo quadro di relazioni internazionali sostenuto da tutti i nuovi grandi paesi produttori mondiali, sovrani ed esterni al sistema finanziario e monetario occidentale, di cui Cina, Russia, India, Sud Africa e Brasile, rappresentano i naturali riferimenti geopolitici.

Il nuovo assetto del potere interno assunto dall’occidente capitalistico integrato costituisce in particolare la struttura connettiva che tiene socialmente e culturalmente l’escalation militaristica occidentale, di cui la Nato e il Pentagono rappresentano la punta di lancia operativa, ed il sistema finanziario il cemento economico, che ha come obiettivo la riaffermazione del potere strategico militare atlantico, e la compressione delle ipotesi multipolari, sostenute dai paesi dell’area Brics che ad esso si contrappongono, necessaria da un lato a garantire la tenuta della centralità del dollaro nel sistema commerciale globale, come fattore primo di tenuta più complessiva di tutto il sistema finanziario – bancario e monetario del sistema capitalistico globale, e più in generale ad evitare il consolidamento di un quadro di nuove relazioni internazionali in campo economico, finanziario, e commerciale, che faccia saltare tutto il sistema geopolitico liberista assegnando forti ragioni di scambio ai paesi emergenti e restituendo sovranità nel governo dei processi economici agli stati occidentali economicamente sviluppati, aprendo quindi la strada ad un rivolgimento profondo degli assetti del potere sociale, alla natura dei rapporti di classe, ed minando la centralità economica a livello globale di tutto il sistema finanziario atlantico.

La necessità di un governo interno più stretto delle contraddizioni emergenti e potenziali, attraverso sistemi di controllo sociale sempre di invasivi e condizionanti, parallela e complementare ad una rideterminazione strategica delle relazioni internazionali su una linea di scontro e di difesa estrema dell’equilibrio unipolare atlantico costituisce la risposta, trova quindi una risposta compiuta attraverso questa rideterminazione complessiva dei sistemi di potere e di controllo delle società capitaliste più avanzate favorita dalla nuova centralità assunta dalle espressioni produttive del capitalismo digitale, che schiaccia e ridetermina ancor più il corpo sociale in termini di omologazione e passività alle necessità dell’equilibrio di governo del sistema.

Questa nuova ulteriore fase di sviluppo del governo Tecnocratico che individua le scelte di indirizzo vincolanti nelle società liberiste a trazione finanziaria si va a consolidare, in termini ormai palesemente antidemocratici, al termine del lungo e progressivo processo di svuotamento delle sovranità costituzionali dei rispettivi stati nazionali, e spiega il suo potere nel pieno della crisi strutturale del sistema economico e finanziario occidentale, che costringe tutte le economie avanzate a stazionare in un quadro di stagnazione tendenziale dei processi di crescita della ricchezza collettiva, di interruzione dei sistemi di mobilità sociale e di impoverimento reale della grande maggioranza delle popolazioni .

Il Capitalismo digitale risolve infatti in modo decisivo, sul terreno del controllo sociale e della strutturazione della domanda, la tendenza del Mercato a divenire da struttura funzionale alla soddisfazione dei bisogni attraverso la sua funzione di servizio alla ricerca, al reperimento ed allo scambio dei beni ad essa necessari, una vera e propria superstruttura sociale che per le sue stesse esigenze di crescita arriva a informare le logiche degli uomini che determinano la individuazione, la  selezione e la scelta dei bisogni da soddisfare, al punto di indurre sul terreno dei valori di vita una vera e propria alterazione della coscienza sociale.

Il mutamento di ruolo e di natura del Mercato è avvenuto nella società liberista  nel momento in cui il Capitale Finanziario ha assunto una centralità assoluta nei processi di creazione e produzione della ricchezza, in contrasto,  necessitata dalle stesse esigenze vitali di espansione del sistema, esercitata a prescindere dalle opzioni di merito che comunque nel capitalismo della produzione reale hanno continuato a governare i processi sociali, economici e commerciali.

La trasformazione strutturale del Mercato è quindi la conseguenza naturale del suo ruolo portante nel processo di trasformazione del Capitale finanziario di fronte all’esaurimento dei fattori di crescita delle economie avanzate sul terreno della produzione dei beni reali, da strumento di finanziamento, seppure sempre più determinante, del vecchio capitalismo produttivo, a diretto fattore autosufficiente di diretta produzione di ricchezza speculativa, che utilizza i mercati, di merci, di monete, di azioni ed obbligazioni, di derivati, e di ogni nuovo possibile strumento di investimento finanziario, come il campo tecnico, spaziale, e operativo, complessivo della sua costruzione di valore e di profitto finanziario, e concepisce lo sviluppo del settore dei servizi come un nuovo campo di investimento costruito in modo sempre più esteso sulla amplificazione dei bisogni e dei consumi immateriali.

Avendo assunto il profitto finanziario una incidenza centrale nella capacità di crescita del sistema economico occidentale è naturale che la sua necessità di espansione illimitata vada a trasformare in termini ad essa compatibili tutte le strutture di sistema utili alla esplicazione piena della sua funzione motrice, soprattutto nel rapporto con i sistemi politico istituzionali, i modelli sociali degli stati, e gli stessi modelli culturali e comportamentali delle popolazioni.

Queste cause strutturali, che costituiscono le ragioni della tenuta economica del sistema, e le leve dei suoi processi di crescita della ricchezza, trovano ora nel Capitalismo Digitale il soggetto tecnico -imprenditoriale determinante, che opera, nelle sue specifiche e differenti realtà aziendali, a livello Multinazionale, è governato, tutto, dal Capitale Finanziario, e lavora, sempre, nei suoi passaggi chiave sotto il controllo dei Sistemi di Sicurezza Geostrategica Occidentali, e che trasforma definitivamente  IL MERCATO, in cui la sua logica di profitto viene ora ad essere regolata, sempre più dall’alto nelle scelte dei soggetti consumatori, direttamente dal sistema  in modo molto più specifico e  predeterminato, attraverso l’ accumulazione su scala enorme, e la gestione operativa e funzionale, di tutti i dati comportamentali collettivi necessari, in una forma sociale egemonica e condizionante che trasferisce naturalmente le sue necessità e regole essenziali alle Comunità Sociali, finendo per rappresentare una vera e propria nuova DIMENSIONE ANTROPOLOGICA OMNICOMPRENSIVA dell’ ESSERE, che raffigura e orienta secondo le sue logiche gli ORIZZONTI della VITA, e la stessa scala ETICA della ESISTENZA .

La nostra azione politica e la prospettiva da determinare

Tutte le forze democratiche, socialiste, lavoriste, e costituzionali, antiliberiste ed antimperialiste, che vogliono ricostruire una prospettiva di pace e democrazia nelle società europee, che punti sul lavoro come soggetto attivo determinante nei processi di organizzazione sociale  e di costruzione della crescita economica collettiva, e come 

soggetto centrale nei processi decisionali collettivi fondamentali, devono quindi costruire la loro azione politica per la ricostruzione di un modello sociale democratico ed egualitario partendo da questa analisi complessiva ed interdipendente dei processi reali in atto e delle loro ragioni costitutive, nei suoi 4 aspetti chiave.

La formazione e l’espressione reale del potere decisionale negli stati liberisti, Il funzionamento ed il ruolo funzionale dei sistemi di controllo sociale esistenti, la natura strutturale effettiva delle espressioni trainanti del Capitale nella tenuta del sistema, ed i termini e le ragioni della rideterminazione occidentale della sua politica globale di potenza ed affermazione strategica.

 

Dalla interpretazione della realtà nasce la individuazione, nei suoi programmi e nei suoi punti di iniziativa,  del nostro progetto alternativo di modello sociale in termini lavoristi e solidali, di struttura economica, di disegno costituzionale, di rinascita culturale e riqualificazione della convivenza civile, e di riorganizzazione del sistema delle relazioni internazionali in termini multipolari, ed allo stesso modo dalla valutazione del quadro in cui andiamo a sviluppare la nostra iniziativa deriva la individuazione dei soggetti di riferimento di un processo di aggregazione alternativa, consapevoli che la grande maggioranza delle popolazioni dei sistemi avanzati a modello liberista e finanziario è costituita da soggetti esclusi da ogni potere di decisione reale, che vivono una condizione di impoverimento progressivo, e che subiscono un abbassamento drastico della tutela delle loro prospettive sociali ed esistenziali.

 

Il nostro lavoro deve essere sostenuto dalla consapevolezza che quello che si va rideterminando, aldilà della perfezione della sua tecnologia sociale, non è un modello di crescita reale in grado di costruire una egemonia reale nel corpo sociale, ma è un sistema distruttivo e neoautoritario nella sua necessità di garantire sopravvivenza ad un sistema economico in crisi strutturale, e nella sua necessità vitale di invadere integralmente la vita delle persone, ed è un sistema fondato solo sulla necessità di una difesa disperata rispetto ad una minaccia che proviene da aree, strutture statuali sovrane, modelli sociali e sistemi geopolitici, esterni alla realtà economico finanziaria euro atlantica, e anglosassone, che hanno fattori di crescita economica demografica e sociale di gran lunga superiori, e godono di un patrimonio conoscitivo e tecnologico, strutture produttive forti, e risorse finanziarie integrate per sostenere tutti i processi di accumulazione originaria.

 

Inoltre è un modello di sistema che fonda il suo progetto sociale su una artificiosa costruzione dei modelli di consumo che inverte i processi di scelta collettiva sulla base del primato delle esigenze di necessità e compatibilità finanziarie, qualificando e orientando i consumi sul metro economico e valoriale dell’ offerta e delle strutture di produzione o di servizio che la producono, e punta a gestire in prospettiva, in una stretta logica di profitto capitalistico, in modo verticale ed autoritario anche articolati processi di complessiva riduzione strutturale del lavoro umano nei processi produttivi di beni e servizi, in termini di compressione delle esigenze di vita attraverso la espulsione dalla vita attiva, di sostituzione tecnologica nei processi produttivi, di sussistenza consumistico finanziaria da espandere forzatamente, e di ulteriore standardizzazione dei modelli culturali, che distrugge l’essere sociale, continuando ad usare parametri quantitativi delle variabili economiche come criterio di misurazione sociale della struttura economica, da espandere ben oltre i processi di crescita reale ed attuali del valore prodotto e delle possibilità di ulteriore costruzione reale della ricchezza che offre il sistema.

 

È un sistema perdente perché punta ad affrontare il futuro dell’umanità senza affrontare il problema dei nuovi processi tecnologici, e delle sue implicazioni sociali, in una logica umanistica e sociale di riduzione dei tempi di lavoro accompagnata da una riconsiderazione qualitativa dei parametri di valutazione e considerazione sociale e costituzionale della crescita e del processo economico, che costituisce l’unica soluzione equilibrata per una riorganizzazione qualitativa ed equilibrata dei processi produttivi in tutti i campi, attraverso una complessiva riconsiderazione sociale e culturale del lavoro e del suo effettivo potere contrattuale e decisionale.

 

Una riorganizzazione della struttura produttiva di tale spessore, per evitare processi degenerativi ed autodistruttivi di tutti i sistemi di convivenza civile e sociale, deve infatti essere necessariamente realizzata in un quadro di garanzia estrema dell’interesse generale attraverso una gestione programmata, diretta da sistemi politici costituzionali e pienamente rappresentativi di tutte le articolazioni sociali, fondati sulla contrattualità sociale come elemento dello sviluppo e della maturazione del dibattito democratico, e sulla azione democratica dei corpi sociali e delle loro rappresentanze.

 

Lo sviluppo più complessivo delle trasformazioni delle strutture produttive, con la contemporanea rivalorizzazione delle relazioni sociali che scaturiscono dai nuovi processi, può avvenire solamente in attuazione di un quadro di progettazione sociale ed economica gestita dai soggetti statuali in esercizio dei loro poteri costituzionali di direzione e indirizzo dei processi economici, in un sistema di rapporti sociali democraticamente e costituzionalmente strutturati e garantiti in cui il conflitto democratico tra le parti sociali rappresenta la regola, in attuazione di una logica di interesse valoriale e sociale, complessiva e collettiva, costituzionalmente affermata e democraticamente determinata in relazione alla scelta tra opzioni di valore.

 

Da questa considerazione del quadro di assieme della svolta tecnocratica, autoritaria e strategica su cui l’occidente capitalistico si va riorganizzando per gestire le sue necessità di sistema, e ragionando su tutti i suoi elementi di debolezza, deriva la necessità di costruire un progetto alternativo ed una rete di alleanza sociali ampio ed articolato costruzione di un fronte sociale ampio ed articolato che restituisca piena soggettività al Lavoro come dimensione cosciente ed attiva dei soggetti sociali e come dimensione etica della vita, che partendo da un profilo di classe, aderente ai processi produttivi effettivamente esistenti in tutte le filiere di costruzione del valore e collegato ad un livello più unificante all’obiettivo di una nuova prospettiva costituzionale del nostro paese,  punti ad una riattivazione di una dimensione conflittuale del mondo del lavoro, allargando la propria critica strutturale socio economica ad una più integrale  offensiva culturale generale di contestazione dei processi di individualizzazione relazionale e sociale e di relativizzazione etica che caratterizzano i nuovi sistemi di controllo della vita e della coscienza collettiva, consapevole della nuova incidenza che i fattori sovrastrutturali riguardanti tutti i processi di omologazione culturale e comportamentale esercitano sulla coscienza collettiva, andando ad assumere una valenza di natura ed incidenza strutturale sui rapporti di potere al punto di rendere il moderno sistema capitalistico un modello antropologico totalizzante e complessivo.

 

In questo progetto è evidente come divenga per noi essenziale il rapporto politico e culturale con tutte le realtà che, pur non avendo come noi una impostazione di classe, sviluppano una critica di valore all’esistente materiale della società del profitto e del consumo, come i Cattolici, e tutti coloro che naturalmente agiscono su una impostazione spirituale dell’esistenza, e con tutte le forze democratiche e di ispirazione patriottica che ritengono la ricostruzione della Sovranità nazionale del paese, e con essa della sua Indipendenza, la premessa fondamentale della qualità della nostra convivenza civile.

 

La ricostruzione di un fronte popolare alternativo che fondi la sua azione su una critica socialista e costituzionale al sistema passa infine in modo netto per una assunzione integrale della lotta per il multipolarismo come nuovo concreto orizzonte della lotta contro l’imperialismo ed il dominio del capitale multinazionale.

 

Il contrasto alla Globalizzazione Liberista a sostegno del nuovo sistema multipolare nelle relazioni geopolitiche, commerciali e finanziarie, di cui sono portatori i paesi dell’Area Brics, costituisce infatti la pietra angolare di una critica complessiva all’intero sistema geopolitico dell’occidente Liberista e del suo sistema finanziario integrato e globale, che attraverso la liquidazione delle sovranità costituzionali degli grandi stati costituzionali europei ha prima imposto il modello sociale liberista, ed ora sta costruendo un sistema di controllo sociale totalizzante necessario a garantire la sua tenuta di fronte alla crisi del sistema finanziario ed alla sfida dei grandi produttori mondiali, che attraverso la ridefinizione delle regole internazionali dello scambio e delle transazioni, sostenuta dalla loro autonoma forza geostrategica, lavorano a eliminare la centralità del dollaro e del sistema finanziario atlantico, e con esso a smantellare il sistema unipolare ed imperiale Americano.

 

In particolare il multipolarismo renderà infatti ancor più evidente la crisi strutturale dei processi di crescita del mondo sviluppato a capitalismo avanzato, e soprattutto renderà impossibile la continuazione della utilizzazione strutturale della leva finanziaria come propulsore sostitutivo dei processi di creazione della ricchezza e di sostegno della domanda, togliendo in tal modo al nuovo sistema di governo sociale che si va imponendo la sua base strutturale di riferimento economico.

 

l’Affermazione del nuovo ordine multipolare, e la crisi della Globalizzazione Liberista, rappresenta oggi il fattore scatenante di una possibile più profonda inversione del processo di omologazione capitalista e finanziaria, e di involuzione tecno-autoritaria, e può divenire in Europa il punto di innesco di una destrutturazione del sistema Maastricht, fondato sulla distruzione dei poteri degli stati membri e della conseguente subalternità politica dell’Europa agli interessi strategici atlantici, e più in generale della Involuzione autoritaria delle democrazie occidentali come conseguenza della crisi strutturale del modello liberista.

 

Il nuovo quadro che si va determinando sul piano internazionale  consente realmente  di vedere di fronte a noi la fine della pretesa della irreversibilità del sistema liberista, che costituisce l’oggetto dei sistemi di controllo sociale fondati sui nuovi sviluppi del capitale digitale e del sistema finanziario, e consente, allo stesso movimento dei lavoratori dei paesi dello scacchiere euroatlantico, ed in particolare dei paesi della UE, di poter lavorare in un quadro di trasformazioni strutturali tali, a livello globale, da rendere possibili da subito, ed ancor nel prossimo futuro, la riapertura all’interno di  una  prospettiva realistica di ricostruzione di un quadro Democratico e Costituzionale, e più in generale la fuoriuscita da un modello economico strutturalmente diseguale e squilibrato attraverso la ricostruzione di un sistema di rapporti sociali in cui il Lavoro recuperi appieno la sua centralità nei processi decisionali collettivi nella determinazione delle scelte di indirizzo del modello economico.

Scrivici per sostenerci, collaborare, iscriverti

[categoryposts]