di Franco Bartolomei, coordinatore nazionale, Risorgimento Socialista
Cari compagni,
il nuovo anno si apre con la notizia che Trump e Netanyahu hanno festeggiato insieme il Capodanno in Florida.
Questo gesto politico, simbolico e mediatico al tempo stesso, chiarisce il senso e la direzione di marcia dell’intero sistema geopolitico liberista occidentale, su cui presto si andranno a riassorbire le tensioni tra UE e USA.
Mi sembra evidente che l’accordo (o quantomeno il forte dialogo) tra Trump e Putin sia mediato, se non addirittura generato, dal sionismo internazionale.
Seguire sempre lo sviluppo delle posizioni di Orban, che insieme a Milei e Vox rappresenta uno dei principali esploratori di questo nuovo campo direzionale, aiuta a capire lo spessore globale e la reale natura della ridefinizione dell’assetto sistemico del capitalismo liberista globale che tutto ciò implica.
Questo spiega molte cose.
Innanzitutto, che lo scontro Europa-USA rientrerà presto, perché i rapporti tra UE e USA restano sempre all’interno del solco atlantico filosionista.
L’unico fatto nuovo – che per noi è determinante – è la crescita in Europa di forti nuove opposizioni di massa e di classe a questo assetto complessivo del sistema, che in parte significativa coinvolgono forze politiche vicine alle posizioni del socialismo di sinistra.
Questo è il nostro campo politico e sociale di azione.
Il problema principale per noi, sul terreno delle scelte internazionali, sarà capire come si atteggerà la Cina Popolare.
Lì sta il nodo centrale per noi, nella valutazione e nell’interpretazione dello sviluppo del nuovo assetto multipolare.
Il nuovo anno ci chiama, come sempre, a continuare con intelligenza e volontà la nostra lotta per:
- la Pace,
- il Lavoro,
- lo Sviluppo dei Popoli
- e il Socialismo,
contro:
- il riarmo e la guerra,
- l’imperialismo
- e il sistema liberista, sempre più fondato sull’egemonia del capitale finanziario, sulla distruzione tecnocratica dei processi democratici e delle autonome rappresentanze del mondo del lavoro, e sull’eliminazione sistematica – con ogni mezzo – della conflittualità di classe come forma di contestazione democratica di massa agli assetti di potere e al modello sociale dominante.