di Franco Bartolomei, coordinatore nazionale, Risorgimento Socialista
L’unica strada, prima che sia troppo tardi, è agire con una forza multinazionale di intervento a Gaza, come ha chiesto l’Irlanda.
Visto che l’Europa, a parole, ha cominciato a condannare Israele per il massacro a Gaza, sarebbe ora di dare subito un taglio a ogni manfrina nascente e dare un senso compiuto a questa nuova volontà apparentemente emergente nella UE, così come sta provando a fare l’Irlanda.
I grandi Paesi europei – Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia – pensino, in accordo con Gran Bretagna, Cina e India, a organizzare velocemente, come ha formalmente chiesto la Repubblica d’Irlanda, un intervento a Gaza di una forza militare e di soccorso, autosufficiente e in grado di autodifendersi. Ovviamente, il progetto dovrebbe essere aperto alla partecipazione di USA e Russia, se lo volessero, e agire sotto egida e mandato ONU.
Tale forza dovrebbe essere in grado di sbarcare sulla spiaggia di Gaza e svolgere un compito di interposizione attiva, volto a far cessare la guerra e a prestare soccorso alla popolazione.
La proposta di un intervento diretto di interposizione deve essere posta subito all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e – in caso di veti – direttamente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha comunque la titolarità per conferire mandati operativi. Ogni Paese dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Le grandi nazioni europee recuperino una loro dignità, e si dimostrino davvero “volenterose” verso chi ne ha davvero bisogno, impegnando attivamente le proprie forze per interrompere il genocidio del popolo palestinese, compiuto dallo Stato di Israele e finora coperto e garantito da Trump.
A molti sembrerà un’idea folle o sciocca?
Bene, facciano altre proposte. Ben vengano.
Ma così non si può continuare.
