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Cari Compagni,
comunico che sarò candidato alle Elezioni Regionali Pugliesi per la lista “Puglia Pacifista e Popolare”, con Ada Donno Presidente, come capolista nella circoscrizione di Taranto.

Ho ritenuto mio dovere entrare nella lista, accogliendo l’invito dei compagni di Risorgimento Socialista della Puglia, per dare una mano alla lista e per indicare che una lista alternativa della sinistra di classe, collegata con i grandi movimenti di lotta sociale e di solidarietà internazionalista, costituisce per noi di Risorgimento Socialista una scelta strategica, necessaria a tentare di dare espressione e rappresentanza a una nuova prospettiva unitaria della sinistra lavorista, antiliberista e internazionalista.

La situazione sociale e politica della provincia e della città di Taranto è assolutamente critica sul terreno della difesa dei livelli occupazionali, della crisi del suo tessuto industriale, dell’arretratezza di tutto il suo sistema sanitario e della debolezza assoluta del suo sistema di trasporti e di collegamento ferroviario.

In particolare, abbiamo di fronte una situazione occupazionale difficilissima.
Dai dati di fonte INPS, abbiamo un quadro assolutamente allarmante, caratterizzato da un tasso di occupazione del 40,7%, dieci punti sotto la media pugliese (51,2%) e oltre venti punti sotto quella nazionale (62,2%). Il tasso di disoccupazione è al 10,5%, contro il 9,3% della Puglia e il 6,5% dell’Italia.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, la provincia registra 17.018 beneficiari complessivi per sospensione dal lavoro, di cui 10.813 in cassa integrazione straordinaria (CIGS): oltre il 55% dell’intero dato regionale.

In questo quadro di difficoltà, è evidente che la ristrutturazione e il rilancio dell’acciaieria Ilva, attraverso un piano di investimenti che rimetta in piedi un livello produttivo economicamente accettabile e sostenibile, e metta in sicurezza l’ambiente attraverso soluzioni tecnologiche moderne e avanzate – e ormai divenute possibili – a cominciare dai nuovi forni elettrici che sostituiscano i forni a caldo,
insieme al rilancio del porto mercantile concentrato sul trasporto di container, mettendo a frutto tutta l’impiantistica installata tempo addietro e oggi in stato di abbandono, divengono punti chiave di un piano complessivo per una nuova politica industriale pubblica di rinascita della città, di cui i cittadini e i lavoratori di Taranto siano protagonisti e divengano parte dirigente in tutta la sua fase realizzativa ed operativa.

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