Forza Lavoro
istruzioni per l'uso

di Mario Michele Pascale

Questo non è un giornale. Certo è carta stampata, ci sono parole e figure, ma non serve ad incartare le uova il giorno successivo. Diciamo meglio: le questioni che qui solleviamo sono importanti: non mere notizie, ma approfondimento. Di notizie, del resto, è pieno il mondo, dalla tv allo smartphone e tutti fanno a gara per arrivare primi il più in fretta possibile, per fare “informazione”. Di informazione si muore: la velocità nell’apparire è pari alla velocità con cui si scompare. C’è sempre una notizia bella fresca che arriva a soppiantare quella precedente. In questo continuo correre, che non porta in nessun luogo e che, anzi, somiglia alla ruota del criceto, tutto diventa uguale a tutto, bruciandosi nel giro di pochissimo tempo. Noi di Forza Lavoro siamo positivamente pigri e vogliamo arrivare secondi, ma con onore, spingendo il nostro lettore alla meditazione, alla riflessione, mostrando e disvelando affinché egli, nella sua assoluta libertà, decida.

L’approfondimento politico e culturale serve proprio a questo.

Forza lavoro è anche l’organo di una ex associazione culturale che vuole farsi partito. Risorgimento Socialista esce dalla crisalide, se vogliamo dalla “comfort zone” della cultura fine a se stessa, per quanto politicamente orientata, per avventurarsi nel terreno scosceso, a  tratti scivoloso, della politica culturale, che è un’altra cosa. Non analizziamo semplicemente, ma abbiamo la pretesa di indicare la possibilità di un mondo diverso, e di agire, direttamente per un mondo migliore … socialista. Questo foglio è, anche, uno strumento di battaglie politiche nostre e di battaglie di civiltà da condividere con tutte le persone di buona volontà.

Non abbiamo un “comitato di redazione”. Siamo socialisti e non sovietici, per quanto le rivoluzioni, nel nostro immaginario, abbiano un loro fascino e, oserei dire, una loro grazia. Preferiamo, alla discussione infinita tra noi, la discussione con i nostri lettori. Abbiamo, quindi, capo redattori ognuno responsabile di un’area tematica, come si conviene nella stampa “seria”. Non ci bastava un direttore, ne abbiamo tre: due (ir)responsabili, meglio definiti come “direttori editoriali”, che cureranno materialmente la linea editoriale ed uno responsabile che, con la sua presenza, garantirà il rispetto della legge in materia di editoria periodica e di informazione.

Non che la cosa ci piaccia: presentare ad altri il proprio punto di vista dovrebbe essere un diritto di tutti, non solo di chi appartiene ad un ordine professionale nato, addirittura, per volontà del fascismo e pervicacemente, stranamente, irresponsabilmente in vita nell’Italia democratica e repubblicana.

Ma tant’è. La legge è legge anche se non ci piace. In attesa di una riforma o di una rivoluzione dell’informazione. Torniamo al punto di prima: le rivoluzioni hanno una loro bellezza.

Chi scriverà su Forza lavoro? Brave e capaci persone. Non necessariamente tutti iscritti a Risorgimento Socialista. La contaminazione tra le idee e l’onestà intellettuale sono le migliori medicine contro la banalità e il conformismo. Siamo aperti alle collaborazioni con le persone di valore. Questo tenendo fuori un demone: il sentimento di inferiorità, che da sempre attanaglia la parte intellettuale della sinistra italiana, nei confronti dell’accademia. Spesso le pubblicazioni periodiche che dovrebbero essere divulgative sono ostaggio di piccoli emulatori di Massimo Cacciari, quotatori seriali delle citazioni di Marx, improbabili figli di Martin Heidegger. Su Forza lavoro andrà di moda la clartè francaise: chiarezza e semplicità illuministe affinché tutti abbiano la possibilità di comprendere le nostre analisi, formarsi un’opinione ed emettere un giudizio sulle cose del mondo. 

Come si usa questo foglio? Ogni due mesi ne uscirà uno. Lo si può leggere a partire dalla prima pagina fino all’ultima oppure si può aprire a caso, spiluccando qua e là. L’importante è non leggerlo sottosopra: ci capireste poco.
Lo troverete in edicola, in libreria o venduto dai militanti di Risorgimento Socialista, come un tempo si faceva con la gloriosa stampa di partito.
Perché noi siamo, orgogliosamente, stampa di partito.

Buona lettura!