di Franco Bartolomei, coordinatore nazionale di Risorgimento Socialista
Il voto per il “No” ha vinto con un ampio margine il referendum costituzionale sulla divisione del CSM e sul cambiamento delle norme della Costituzione che lo regolano.
Più di 5 milioni di nuovi voti, tra cui la grandissima maggioranza del voto dei giovani, si sono espressi per il No rispetto all’area del voto del centrosinistra delle elezioni politiche del 2022, realizzando nella coscienza sociale del paese un vero e proprio aperto rifiuto di massa dell’egemonia culturale liberista che si è andata via via affermando nella Seconda Repubblica.
Questo grande voto popolare costituisce un autentico spartiacque democratico nella storia della nostra Repubblica, che potrebbe segnare l’avvio di una nuova prospettiva di rinascita democratica su cui ricostruire il nostro autentico impianto sociale costituzionale, lavorista e solidarista.
È stata una grande vittoria popolare e democratica in un referendum sull’equilibrio tra i poteri costituzionali, che ha assunto un significato politico generale di lotta contro la distruzione definitiva della nostra Costituzione, contro la gestione autoritaria dello Stato e contro tutte le politiche di guerra e di riarmo seguite dal governo, in piena subalternità agli USA e ad Israele.
La vittoria del NO respinge il disegno tecnocratico e liberista, messo in atto dal governo dei postfascisti, di costruire uno stato gestito dall’esecutivo fuori da ogni vincolo costituzionale, pronto per la guerra imperialistica e sionista, e pronto a tutto pur di reprimere il dissenso sociale e tutte le forme di conflittualità di classe e di autonomia del movimento dei lavoratori.
Con questo massiccio voto popolare è stato respinto un punto essenziale di un più complessivo progetto di ristrutturazione autoritaria del nostro Stato-ordinamento, concepito dalle classi dirigenti come risposta di fronte alla crisi generalizzata e irreversibile del modello di sviluppo liberista e dell’egemonia economica del capitale finanziario nei processi di costruzione e distribuzione della ricchezza sociale.
Ancora una volta la profonda ed antica coscienza solidaristica e antifascista del nostro popolo, quasi da sola, ha resistito e vinto una battaglia decisiva, purtroppo in assenza di un forte e maturo schieramento politico alternativo in grado di unire i lavoratori e i democratici in un grande fronte popolare antiliberista, capace di costruire le condizioni per realizzare un governo che attui rigorosamente il dettato costituzionale.
Oggi dobbiamo partire da questa grande vittoria popolare per ricostruire dalle fondamenta, in modo nuovo ed unitario, questo grande Fronte Popolare e Costituzionale del Lavoro e della Pace, per restituire rappresentanza reale a tutte le classi popolari e costruire le condizioni politiche per una grande svolta democratica e lavorista che porti tutto il nostro sistema-paese fuori dal modello sociale liberista e fuori da ogni logica di guerra imperiale dell’Occidente atlantista.
Noi di Risorgimento Socialista lavoriamo per questo progetto di rinascita del socialismo come forza reale che vuole trasformare la realtà.