Noi del Risorgimento Socialista vogliamo essere, in continuità con la nostra storia, una forza politica Socialista, Lavorista, Antiliberista, Internazionalista e Costituzionale che regola i suoi giudizi e costruisce le sue proposte sempre al fine di dare concreta attuazione al superiore principio di eguaglianza sostanziale. Questo costituisce il primo fondamento etico e politico del nostro agire. In tal senso noi rifiutiamo in toto la dialettica femminismo/antifemminismo e affrontiamo sempre tutte le situazioni reali di diseguaglianza e sofferenza sociale in ragione della nostra visione Socialista dello sviluppo sociale indipendentemente dalle appartenenze di genere, sempre considerando rigorosamente come unico riferimento il principio di eguaglianza sostanziale come asse centrale dello sviluppo umano e della qualità dei rapporti sociali. Determinata in questi termini la nostra identità politica e culturale occorre riflettere in modo approfondito, soprattutto sul terreno decisivo delle risultanti politiche, sulla odierna realtà del femminismo nelle società sviluppate del mondo occidentale.

E’ assolutamente evidente che il femminismo liberista ed il femminismo di classe sono due realtà politiche e culturali ben diverse, soprattutto rispetto alle conseguenze sociali e culturali del loro agire cosciente. Il primo , di chiara derivazione sociale ed antropologica nord americana, essenzialmente proprio di una larga diffusione mediatica di sistema di moduli culturali precostituiti ed acritici, e’ fondato su una condivisione sostanziale del moderno sistema liberista a trazione finanziaria e su una impostazione sostanzialmente unipolarista occidentalista e anticlassista, che travalica di gran lunga nella sua egemonia culturale le realtà politiche organizzate e militanti esistenti,in gran parte ancora fortunatamente ancorate ad una contestazione antimperialistica. Il femminismo liberista di sistema non ha quindi chiaramente obiettivi di trasformazione sociale ed economica e focalizza, piu o meno consapevolmente, i risultati fella sua azione sulla individualizzazione della società producendo solo forti strappi divisivi tra i generi che rendono ancora piu’ difficoltosa, se non impossibile, la ricomposizione di un grande fronte di popolo a sostegno di un progetto di cambiamento di modello sociale e di rottura dei rapporti di potere del sistema, non essendo accettabile una strutturalizzazione della contrapposizione tra i generi, a maggior ragione in una realtà profondamente mutata come quella dei paesi occidentali sviluppati riorganizzati e sincronizzati sul modello liberista. Al contrario il femminismo di classe, presente in buona misura anche se con alcune contraddizioni e forzature nei nuovi movimenti emegenti come movimento di massa democratico, inquadra comunque , in modo più o meno rigoroso e coerente, le proprie istanze di liberazione, eguaglianza e riequilibro nel potere sociale tra i generi, in una lotta popolare complessiva per una trasformazione del modello sociale e dei rapporti economici che ne costituiscono la struttura, in termini qualitativi , solidaristici, lavoristi e democratici. Per tale ragione il femminismo di classe costituisce un interlocutore importante, ed ineludibile, anche in termini dialettici, e fuori da ogni tentazione “sostitutiva”, per la costruzione di uno schieramento popolare, articolato e complesso, che vada a costituire la base politica e sociale di riferimento di un nuovo grande progetto alternativo di ricostruzione democratica dei rapporti sociali e dello Stato.

Sulla base di queste considerazione il femminismo liberista di sistema rappresenta una articolazione avanzata dell’egemonia culturale del sistema liberista dominante e della sua concezione unipolarista ed imperiale nei rapporti internazionali, mentre, al contrario, il femminismo di classe costituisce una articolazione complessa e dialettica politicamente e culturalmente interna al grande movimento storico della grande lotta dei Lavoratori e del Popolo per il superamento del sistema capitalista e la costruzione di una società socialista.

Nella sostanza il punto determinante che a noi del Risorgimento Socialista preme piu di ogni altro nella nostra valutazione è che i rapporti dialettici tra i generi debbano sempre tendere ad un disegno di ricomposizione politica e culturale attorno ad un nuovo grande salto di maturazione antropologico dell’umanità, fuori dai rapporti di produzione capitalistica e soprattutto fuori dalle logiche speculative, parassitarie, avaloriali, individualiste ed edonistiche che caratterizzano l’attuale contemporanea società di mercato, caratterizzata dall’isolamento degli individui nelle relazioni sociali ed economiche raggiunto a coronamento di un processo capillare di distruzione dei corpi sociali rigidi fondati su logiche valoriali indipendenti dal mercato, e soprattutto di delegittimazione e repressione di ogni dinamica conflittuale di classe che vada a sostenere orizzonti politici e culturali alternativi al modello sociale esistente ed ai rapporti di potere che lo sostengono.

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